Il Padre mio è differente

Ogni atto di disarmo è una porta che si apre in un vicolo che pareva cieco

Luca Lorusso

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Non manda al massacro i suoi figli contro l’aggressore perché difendano la sua casa.
Si presenta egli stesso, inerme, di fronte all’uomo imbestialito. Per riportarlo a umanità. Ben sapendo che il suo intento, in gran parte, fallirà. In gran parte, ma non in tutto.
Perché, se la sua casa è assaltata e devastata, la vera casa dei suoi figli è l’umanità stessa. E non c’è umanità che possa rimanere tale mentre organizza e mette in atto la morte dell’avversario, sia pure egli l’aggressore.

La Madre mia è differente. Non usa mai la parola vittoria, a meno che non sia vittoria sulla morte. Accoglie anche chi vuole toglierle la vita e i figli dal grembo. D’altro canto, se togliesse lei stessa la vita a chi la minaccia, toglierebbe anche il respiro ai propri figli.

Lei suggerisce che il prezzo della sua vita non può essere la vita di nessun altro. Di nessun altro. Che la vita è abbondanza traboccante, non tesoro da chiudere in un forziere in fondo a un bunker. Quel bunker, dopo la battaglia, facilmente rimarrebbe seppellito sotto le macerie e il suo fragile contenuto verrebbe scordato.

Mio fratello è differente. Non mi mostra tecniche per eliminare il nemico, mi mostra come disarmarlo a mani nude, aprendole, offrendo ciò di cui l’altro ha bisogno, donando la sua vita per farselo fratello.

Mio fratello sa che, facendo così, finirà in croce, ma sa anche che è l’unico modo per salvare l’altro, per salvare tutti, perché non sia la morte a mangiarsi la vita, ma la vita a digerire la morte. Perché se vuoi conservare la tua vita, la perderai, ma se perderai la tua vita per amore, allora non morirai in eterno.
Morirai. Ma non in eterno.

Quanta vita, quante vite, salva ogni fratello che rifiuta la logica della mors tua vita mea, quella del vinca il più forte, il più grosso, il più scaltro, il più ricco, il più armato.

Ogni atto di disarmo è un atto di libertà, è una porta che si apre in un vicolo che pare cieco.

Buoni esercizi di umanità anche durante l’estate, da amico
Luca Lorusso

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