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Ger 33,14-16; Sal 24; 1Ts 3,12-4,2; Lc 21,25-28.34-36
A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido
Avvento è promessa, prima che attesa; certezza, oltre che speranza. Che il Signore sia davvero venuto in mezzo a noi è un fatto, non lo produciamo noi con i nostri sforzi: è storia registrata negli annali palestinesi e romani. Per questo la Chiesa c’invita all’attenzione, che si traduce in sobrietà, vigilanza, concentrazione. Il missionario è uomo rapito da questo evento, che si lascia portare dall’obbedienza laddove quell’evento non è conosciuto, perché le persone vi si possano confrontare.
Le notizie che finora arrivano dalle Missioni mi assicurano che tutti sono un cuore solo e un’anima sola. Non riesco a descrivere la gioia e la consolazione che questo mi dà.