Rivista Missioni Consolata

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Finanza etica, eppure esiste

(da vita.it)
Sabina Siniscalchi

Gran parte del prodotto dal crimine viene riciclato in attività legali. E passa attraverso meccanismi finanziari bancari. Esiste però anche una finanza che fa del bene. Si è dovuta dotare di strumenti di controllo molto rigorosi.

L’onorevole Rosi Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia va ripetendo che troppo spesso dove c’è il denaro c’è anche la mafia. Le attività criminali, sempre più lucrose, sono facilitate dalla globalizzazione che ha abbattuto le frontiere economiche ed eliminato i controlli. Il commercio di droga e altre sostanze illegali, il traffico di armi, l’esportazione dei rifiuti dai paesi ricchi a quelli poveri, fino all’aspetto più odioso che è il traffico di esseri umani sono prosperati negli ultimi trent’anni.

L’Agenzia delle Nazioni Unite per la prevenzione del crimine (Unodc) conferma che l’enorme quantità di denaro prodotto dalle iniziative criminose solo in parte viene reinvestita nella criminalità o nei paradisi fiscali, il resto viene «lavato» e riciclato in attività economiche per così dire «normali». Laddove le banche sono restie a prestare denaro a piccole e medie imprese, perché il margine di intermediazione è sempre più ridotto, arriva la criminalità.

Ma anche negli scambi leciti e «puliti» il denaro può fare danno, la crisi del 2008 ha dimostrato come il risparmio venga utilizzato non per sostenere l’economia reale, ma per alimentare la speculazione e appagare l’avidità di profittatori senza scrupoli.

I risparmiatori rimangono vittime di dirigenti e amministratori bancari spericolati che fanno scelte azzardate portando al fallimento la propria azienda e costringendo lo stato a intervenire con costosi piani di salvataggio.

Prima di depositare il nostro denaro nelle banche, dovremmo chiederci e chiedere che fine fa, non solo per tutelare il nostro patrimonio, ma per evitare di diventare, sia pure inconsapevolmente, conniventi con speculatori e delinquenti.

Dopo i disastri provocati dalla finanza, l’Abi (associazione delle banche italiane) e le sue consorelle straniere, insistono sull’importanza dell’educazione finanziaria dei cittadini, come se la responsabilità di quello che è successo fosse nostra, della nostra mancata conoscenza dei meccanismi del sistema bancario.

In realtà sono le banche che hanno tradito la loro missione: raccogliere risparmio e investirlo nelle imprese, nei territori e nel benessere delle persone.

Il presidente Trump, appena insediato, ha messo mano alla legge Dodd-Frank, approvata dall’amministrazione Obama dopo il crac della Lehman con l’obiettivo di mettere ordine nella finanza e impedire alle banche di speculare con i propri patrimoni che servono, invece, a coprire i rischi di credito.

Le grandi banche statunitensi hanno protestato contro i controlli previsti dalla legge e il nuovo presidente si è precipitato ad accontentarle.

Eppure esiste una finanza che, non solo funziona, ma fa del bene.

Banca Etica ne è un esempio italiano, è stata fondata nel 1999 da centinaia di organizzazioni e singoli cittadini che hanno raccolto il capitale per creare un istituto che agisse secondo i principi della finanza etica, primo fra tutti considerare il credito un diritto umano e valutare sempre l’impatto delle attività economiche su società e ambiente.

Banca Etica funziona come una banca normale: raccoglie risparmio e lo investe in progetti. Ciò che la rende «etica» sono – oltre ai principi ispiratori – alcune peculiarità: ad esempio rende pubblico l’elenco delle attività finanziate, è una banca cooperativa in cui i soci sono molto attivi ed esercitano un controllo reale sulle scelte degli amministratori, nel processo del credito associa l’istruttoria sul merito creditizio con la valutazione socio ambientale del richiedente, infine, in Banca Etica, la differenza tra la retribuzione massima e quella minima non può superare il rapporto 6 a 1.

Del gruppo Banca Etica fa parte Etica sgr, una società di gestione che investe esclusivamente in fondi selezionati sulla base di un centinaio di criteri molto rigorosi che ne misurano l’impatto sociale e ambientale, la governance, l’impegno contro la corruzione, ecc. I fondi di Etica non solo premiano aziende e stati virtuosi, ma hanno anche un rendimento molto elevato, a conferma del fatto che l’etica conviene sempre.

La Banca Etica agisce seguendo determinati criteri che rendono più etica e giusta l’attività bancaria, non si tratta di criteri irrealistici, anche altre banche potrebbero adottarli e questo sicuramente renderebbe il sistema più trasparente e meno rischioso per i risparmiatori.

Una cosa è sicura: chi deposita il proprio denaro in Banca Etica ha la certezza che servirà a migliorare la vita delle persone e a cambiare in meglio il nostro paese.

Sabina Siniscalchi

 

Sabina Siniscalchi