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Migrazioni: mai in crisi

Caritas: presentato
il rapporto immigrazione 2013

La Caritas e
Migrantes presentano il nuovo rapporto sull’immigrazione. Il fenomeno a livello
globale è in aumento. Mentre la crisi economica tocca oggi anche gli stranieri.
Spingendo molti, per questo motivo, a incrementare la migrazione di ritorno. E
le famiglie riprendono a dividersi. Intanto sul fronte dell’integrazione la
strada da fare è ancora molta.

Il 5 febbraio a Torino, Caritas e Migrantes hanno
presentato il XXIII Rapporto immigrazione 2013. Il
tema prescelto quest’anno è: «Tra crisi e diritti umani. Connessione tra crisi
e irrinunciabile rispetto dei diritti umani». Il volume è ricco di dati, molto
utili per chiunque s’interessi di migrazione.

Dopo
aver presentato una sezione che riassume i principali avvenimenti riguardanti
l’immigrazione nel mondo, nel 2013, l’opera analizza il fenomeno migratorio, a
livello mondiale ed europeo, alla luce della crisi economica che ha colpito il
pianeta da ormai sei anni. Un contesto che nel 2012 ha visto oltre 232 milioni
di persone lasciare il proprio paese per andare a vivere in un’altra nazione.

Oltre
ai contributi su temi specifici, vengono presentati anche tematici su questioni
che riguardano i migranti (per esempio: l’acquisto della casa, l’istruzione) e
vari riquadri che illustrano alcune tra le diverse iniziative messe in campo
dalle diocesi in Italia per venire incontro ai bisogni dei migranti.


Non solo Italia

Nell’analisi
delle migrazioni inteazionali, un’attenzione particolare viene prestata alla
situazione nei paesi del Golfo Persico che negli ultimi decenni hanno visto
arrivare moltissimi lavoratori esteri, tanto che i migranti rappresentano in
media oltre un terzo della popolazione locale. Nel piccolo stato del Qatar i
cittadini stranieri sono addirittura oltre i tre quarti della popolazione
residente.

Per
quanto riguarda l’Italia, apprendiamo dal rapporto che proprio grazie agli
immigrati la popolazione italiana è in crescita: all’inizio del 2013, in Italia
risiedevano quasi 60 milioni di persone, di cui 4,4 milioni di cittadini
stranieri (il 7,4%). Grazie alle nascite, i cittadini stranieri sono
incrementati di oltre 334 mila unità.

L’Italia
è un paese in cui le famiglie di cittadini migranti hanno in media più figli di
quelle italiane, ma è anche un territorio di ingresso per nuovi migranti,
soprattutto quelli che si ricongiungono con familiari già presenti. Per molti
cittadini di altri paesi l’Italia è soprattutto luogo di transito per giungere
in altri stati europei in grado di offrire opportunità migliori di lavoro e di
inserimento sociale.

La crisi e i migranti

La
sezione «Leggere l’immigrazione» tratta in profondità la crisi economica in
Italia e la sua ricaduta sul mondo delle famiglie di migranti. Più «allenate»
degli italiani ad affrontare difficoltà e sacrifici, molte famiglie migranti
soffrono tuttavia lo stress della perdita del lavoro, che è solo la prima tappa
per il decadimento progressivo del tenore di vita. Spesso al licenziamento
segue il taglio delle foiture di luce e gas, lo sfratto, la miseria. Di
fronte a questa prospettiva, alcune famiglie decidono di ritentare la fortuna
emigrando nuovamente, possibilmente nei paesi del Centro Nord Europa. In altre famiglie,
i genitori decidono, con molta sofferenza, di separarsi dai propri figli (e
talvolta dai congiunti), anche in tenera età, per rimandarli (o mandare quelli
nati in Italia) nel paese d’origine, perché non sono più in grado di
mantenerli.

Un
altro tema cruciale che il rapporto affronta è quello dei migranti e della
casa. Non sono pochi i cittadini stranieri che si adattano a vivere in alloggi
precari e ristretti, a volte addirittura garage grossolanamente ristrutturati,
con i servizi igienici estei, con riscaldamento assente o insufficiente. Sono
i bambini a soffrire per queste situazioni, soprattutto per l’umidità e il
freddo che ristagnano in questo tipo di abitazioni.

Integrazione?

Importante è anche il discorso relativo all’integrazione
dei cittadini residenti in Italia, nella società che li ospita. Qui entrano in
gioco la scuola e leggiamo nel rapporto, che gli studenti stranieri sono in
genere orientati a una formazione che conduca all’ottenimento di un lavoro in
tempi brevi, per poter aiutare la famiglia. Sono quindi preferite le scuole
tecniche di formazione professionale. Sempre per quanto riguarda
l’integrazione, il rapporto tratta la questione della cittadinanza italiana per
gli stranieri, il cui iter è alquanto lungo e sofferto. Non manca un
approfondimento sui matrimoni cosiddetti misti e interconfessionali e su altri
aspetti che l’arrivo di religioni differenti da quella cattolica e cristiana
comporta per la società italiana.

Il
rapporto affronta anche la questione dei Cie (centri di identificazione ed
espulsione). Dubbi sono espressi sulla loro legalità, come anche sulla loro
ragione di essere. Paiono strumenti, peraltro costosi, elaborati per
tranquillizzare una opinione pubblica timorosa degli arrivi di nuovi migranti.

L’argomento
successivo riguarda la tratta e lo sfruttamento di esseri umani per
l’arricchimento di loro simili: un fenomeno variegato e in continua evoluzione,
che include la prostituzione, lo sfruttamento dell’accattonaggio, ma anche di
lavoratori impiegati in nero in agricoltura, pastorizia, edilizia, domestico.

Cosa succede sul
territorio

La
terza sezione, «La voce del territorio: la rete diocesana al servizio dei
migranti» illustra, per ognuna delle regioni italiane, la storia e la
situazione attuale del fenomeno migratorio. All’inizio di ogni capitolo
riguardante una regione vengono riportati grafici sui principali paesi
d’origine dei migranti e sugli alunni stranieri che frequentano le scuole fino
alle secondarie di secondo grado. Si spazia dalle grosse difficoltà che
l’accoglienza agli immigrati incontra in alcune regioni italiane, legate a
intoppi burocratici o a inefficienze, allo spirito di solidarietà espresso da
organizzazioni di volontariato, che riesce spesso ad attenuare problemi che
risulterebbero altrimenti esplosivi.

Il
rapporto si chiude con una appendice giuridica, che ci aggioa su temi quali
la cittadinanza, l’emersione dal lavoro irregolare, l’assistenza sanitaria,
ecc. È anche incluso un glossario con i principali termini in italiano e in
inglese, di uso comune nei testi che trattano di migrazione. In conclusione, il
Rapporto immigrazione
2013 è uno strumento estremamente utile per operatori, volontari,
studiosi, o semplici cittadini interessati che vogliano essere aggioati su un
tema in veloce evoluzione, come è quello della migrazione.

Paolo Deriu


Paolo Deriu