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DOSSIER TRAPIANTI Lo stato dell’arte

UN’ATTESA LUNGA TRE ANNI

Rene, fegato e cuore sono gli organi più trapiantati. Ma ci sono anche polmoni, pancreas, intestino. Nel mondo sono 500 mila le persone che si sono sottoposte a trapianto. Tra i molti in attesa, ogni giorno ne muoiono 9.
Ed è proprio la scarsità d’organi disponibili uno dei fattori che maggiormente limita l’espansione di questa straordinaria tecnica terapeutica.

Il trapianto ha segnato il passaggio dalla chirurgia demolitiva (asportazione di un organo malato) a quella sostitutiva (sostituzione dell’organo malato con uno sano). Il trapianto può essere omologo (della stessa specie) o eterologo (tra specie diverse); rispetto al donatore, «ex vivo» (da donatore vivente, come nel caso del rene) o «ex cadavere» (come nel caso del cuore, del polmone, etc.); può essere infine a seconda del materiale usato, «naturale» o «artificiale».
Nell’ultimo ventennio farmacologia e tecniche chirurgiche, unite all’evoluzione delle conoscenze dell’immunologia e dell’istocompatibilità, sono state determinanti nel garantire un progresso rapido e continuo in questo campo.
Oltre quarant’anni fa, quando è iniziata l’avventura dei trapianti d’organo, venivano utilizzati solo organi espiantati da consanguinei viventi e da cadaveri con cuore non battente.
Attualmente, più dell’80% dei pazienti che vengono trapiantati ritornano ad avere una soddisfacente qualità di vita e si sottraggono a terapie invalidanti come l’emodialisi, si salvano da malattie come la cirrosi epatica e le cardiopatie. In tutto il mondo, oltre mezzo milione di persone è stato sinora sottoposto a trapianto.
La scarsità d’organi disponibili ha raggiunto ormai livelli di crisi, divenendo l’unico vero fattore limitante ad ogni ulteriore espansione di questo straordinario strumento terapeutico. Ancora oggi, 9 pazienti in attesa di trapianto muoiono ogni giorno. Nell’Europa occidentale vi sono, ad esempio, circa 40.000 pazienti in attesa di trapianto di rene, mentre il numero di donatori è stabile intorno a 5.000. Sul fronte della donazione, la Spagna continua a guidare la classifica dei paesi europei più «generosi». Ma il secondo posto conquistato dall’Italia, considerando che siamo partiti con dieci anni di ritardo rispetto ai cugini spagnoli, è senza enfatici nazionalismi, sicuramente motivo di grande soddisfazione.
Il numero dei donatori per milione di abitanti è in continua ascesa. L’Italia, nel 2004, ha continuato infatti, a scalare la classifica europea con 21,1 donatori per milione di abitanti, dietro alla Spagna con 34,6 donatori. Il numero dei trapianti effettuati è salito da 2.756 nel 2003 a 3.216 nel 2004, con un incremento del 16,7% e una sopravvivenza ad un anno superiore alle medie europee. Risultati grazie ai quali l’Italia è anche il terzo paese al mondo, dietro Usa e Spagna, con la maggiore attività nel settore. Per quanto riguarda il tipo di organo, il trapianto di rene è in assoluto il più realizzato in Italia come all’estero; seguono i trapianti di fegato e quelli di cuore.

Ecco alcuni dati. Nel 2004 sono stati realizzati 1.745 trapianti di rene. A guidare la classifica con 104 interventi a testa sono l’Azienda ospedaliera di Padova e l’Ospedale Molinette di Torino.
I trapianti di fegato sono stati 1.016. Le Molinette di Torino ne ha realizzati 145, altri 99 sono gli interventi dell’Azienda ospedaliera di Pisa ed 88 quelli degli Ospedali riuniti di Bergamo.
Gli interventi di trapianto di cuore sono stati 353. In testa, l’Ospedale S.Matteo di Pavia con 51 trapianti, seguito dall’Azienda ospedaliera di Bologna con 43, il Monaldi di Napoli con 36 trapianti e il Niguarda di Milano con 33.
I trapianti di polmone sono stati 82; per il pancreas si sono registrati 94 interventi ed infine 7 i trapianti di intestino effettuati.
Ma dalla fotografia «scattata» dal Centro nazionale trapianti il 5 maggio 2005 emergono anche alcune zone d’ombra. Le liste di attesa restano, infatti, ancora troppo lunghe: sono 6.554 i pazienti in attesa di un rene, 1.460 quelli in attesa di fegato, 636 in attesa di cuore, 210 in attesa di pancreas e 254 di polmone.
Sempre nel 2004, l’attesa media per ogni trapianto si è attestata intorno ai 3 anni. Ma ci sono pazienti che aspettano un trapianto da più di dieci anni…
Nonostante un leggero calo, il numero delle opposizioni alla donazione (29,4% nel 2004) è ancora alto.

Attualmente è infatti ancora in vigore il principio del consenso o del dissenso esplicito, come previsto dall’art.23 della legge n.91 del 1° aprile 1999. Se un cittadino in vita non si esprime, è prevista dalla legge la possibilità per i familiari (coniuge, convivente more-uxorio, figli, genitori) di opporsi al prelievo.
Il settore dei trapianti, ha spiegato l’ex ministro della salute, Girolamo Sirchia, richiede una valida organizzazione ogni giorno dell’anno ed una stretta collaborazione fra diverse équipe mediche, possibile solo dove il sistema sanitario è efficiente.
I molteplici problemi connessi con la donazione di organi richiedono un approccio sempre più globale alla questione. A prima vista sembrerebbe che, essendo il fine chiaramente terapeutico, dopo aver garantito la condizione di accertamento di morte e la sopravvivenza del donatore vivente, il problema etico sarebbe diventato semplice e di facile soluzione.
In realtà, con l’aumento delle richieste, la scarsità dei donatori, la qualità degli organi suscettibili di trapianto, i problemi etici si sono moltiplicati.
Ad esempio, il consenso informato del ricevente, la libertà del donatore e dei parenti, il diritto della società a prelevare gli organi dai cadaveri, a prescindere dal consenso esplicito; ed ancora la liceità di certi trapianti che possono influenzare l’identità del ricevente; la legittimità del trapianto sperimentale; e infine la determinazione dei criteri con cui assegnare gli organi da trapiantare. Sullo sfondo, i grandi interrogativi della bioetica, in tensione tra eterni dilemmi morali e rivoluzionarie scoperte della tecnologia.
Ogni vicenda di trapianto, ora più che mai, fa storia a sé con il suo inenarrabile intreccio di sofferenze e di speranze.

Enrico Larghero


ORGANI E PATOLOGIE:

Cuore
• cardiopatia ischemica
• coronaropatia
• cardiopatie dilatative
(es.miocardiopatia)

Fegato
Tutte le malattie che provocano
insufficienza epatica cronica:
• negli adulti, soprattutto epatite
cronica e cirrosi
• nei bambini, atresìa biliare
congenita

Polmone
• enfisema
• fibrosi cistica
• sarcoidosi
• fibrosi polmonare interstiziale

Rene
Tutte le patologie che provocano
insufficienza renale cronica:
• glomerulopatie
• tubulopatie
• rene policistico

Pancreas
• diabete mellito
• pancreatite cronica
• tumori

Enrico Larghero