DAL 1899 L’UMANITÀ IN PRIMA PAGINA

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Alla fiera dell’est

Scesi da
cammello, i tre si inchinano e formulano subito il quesito, concordato
dopo accese dispute durante l’estenuante marcia sul deserto.

«Gesù, sei
tu veramente “il” liberatore, salvatore e redentore di tutti i popoli?».

«Perché me
lo domandate?».

«Perché io
sono “l’illuminato” – risponde Budda -; ma la mia luce spesso si spegne…

Io sono
“il profeta” – aggiunge Muhammad -; ma la mia profezia spesso scatena
odio…

Io sono
“il poeta” – conclude Muyaka -;

ma la mia
poesia spesso si perde fra le nuvole».


L’illuminato, il profeta e il poeta sono “re magi”. Dopo di loro,
sopraggiungono altri personaggi, anch’essi con un interrogativo.

«Gesù, tu
da che parte stai?».

«Perché me
lo domandate?».

«Perché
noi siamo i padroni del mondo. Come l’imperatore Augusto, abbiamo ordinato
il censimento dei nostri sudditi. Oggi tutti devono sapere che chi non è
con noi è contro di noi. Nessuna pietà per gli infedeli, i terroristi e i
loro fiancheggiatori: ricorreremo alla pena di morte e alla guerra per
stabilire l’ordine mondiale».

 

Ecco
alcuni personaggi del presepio 2001, proposto da Sara e Daniele, animatori
nella parrocchia di don Pietro. È stato lo stesso “don” a richiedere ai
giovani qualche idea al riguardo. Ora però il sacerdote è preoccupato.

«Ragazzi,
dove finiremo con questi personaggi?».

«Don, nel
presepio ci sono pure i “genitori” di Gesù, cioè Fatima e Francesco. Lei,
musulmana del Marocco, ha sfidato la scomunica dell’imam per sposare il
cattolico Francesco; e questi, quando passa per strada, si sente insultare
dai bambini: Sei un…».

Il parroco
interrompe gli animatori con la domanda che gli sta maggiormente a cuore.

«E Gesù
chi sarà?».

«Gesù non
si tocca. È il figlio di Dio, e basta: “con” e per “noi”. Solo Lui è la
risposta a illuminati, profeti, poeti e grandi del mondo».

 

Fra i
pastori del presepio c’è anche Rosalia, la giovane figlia di un noto
mafioso assassino, ucciso a sua volta da un boss rivale. Rosalia suona la
chitarra e canta:

– Alla
fiera dell’est / per due soldi /
un topolino mio padre comprò. /
E venne il gatto / che si mangiò il topo /
che al mercato mio padre comprò. /
E venne il cane / che morse il gatto…
E venne il bastone / che picchiò il cane…
E venne il fuoco / che bruciò il bastone /
che picchiò il cane / che morse il gatto /
che si mangiò il topo / che al mercato mio padre comprò. /
Alla fiera dell’est… -.

«Ragazzi,
per piacere, non trasformiamo il presepio in farsa!».

«Don
Pietro, scusa! La filastrocca descrive la spirale di violenza, che da
sempre attanaglia l’umanità. E Rosalia, figlia di un assassino
assassinato, intende spezzare la catena infeale. Canta e rende omaggio
al figlio di Dio, che è la pace: Egli ha trasformato in un unico popolo
ebrei e pagani, demolendo il muro di ostilità che li separava».

«Ma la
gente capirà questo messaggio?».

«Se non lo
capirà, glielo spiegherai tu durante la messa di natale».

«Senza
tante prediche, basta ricordare l’articolo 11 della Costituzione: l’Italia
ripudia la guerra».

«Bravo,
don! E per noi cristiani c’è soprattutto una ragione divina. Poiché la
guerra uccide, è peccato. Sempre e dovunque».

Sara Daniele