Israele. Il Paese impunito

L'Unione europea continua a chiudere gli occhi su Tel Aviv

In qualsiasi farmacia si possono acquistare prodotti della Teva. Fondata a Gerusalemme nel 1901, la Teva Pharmaceutical è oggi una multinazionale leader mondiale nella produzione di farmaci equivalenti.

Da fine 2023 la Teva è oggetto di una campagna di boicottaggio internazionale promossa da alcuni movimenti civili. Il principale è il palestinese Bds (Boycott, divestment and sanctions, Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni), che ha trovato l’appoggio – tra gli altri – di People’s Health Dispatch, Sanitari per Gaza, Medicina democratica. La Teva è accusata di sostenere «attivamente e apertamente il genocidio israeliano e le forze militari israeliane». Sono dure le conclusioni a cui giunge il report «Teva and the Idf» (giugno 2025): «Mentre l’azienda ha mobilitato risorse significative a sostegno di Israele e del suo personale militare, non ha dimostrato alcuna preoccupazione analoga per le vite dei palestinesi o per l’accesso ai farmaci essenziali, nonostante il suo monopolio sulla distribuzione farmaceutica nella regione».

Movimenti civili internazionali hanno promosso un boicottaggio dei prodotti israeliani. Tra questi quelli della Teva, nota multinazionale israeliana dei farmaci.

Il caso che riguarda la Teva apre – allora – il velo su una questione più ampia: come mai Israele non è stato sottoposto a boicottaggio formale da parte della comunità internazionale, nonostante le plurime accuse di crimini di guerra nei suoi confronti?

L’Unione europea è il principale partner commerciale di Tel Aviv, precedendo anche gli Stati Uniti, ovvero l’alleato di ferro di Israele. Le statistiche della Commissione europea raccontano che, nel 2025, la Ue è arrivata a coprire il 31,7 % degli scambi totali di merci di Israele con il mondo. Per quanto riguarda – invece – il solo commercio di armi, gli Stati Uniti fanno la parte del leone. Stando ai numeri dell’istituto Sipri (Stockholm international peace research institute), tra il 2013 e il 2023, gli Usa hanno venduto a Israele il 65,6 per cento delle armi, seguiti dalla Germania con il 29,7 e dall’Italia con il 4,7. L’Italia ha sospeso la vendita di nuovi armamenti a Israele e l’accordo di cooperazione difensiva. Tuttavia, al riguardo, dubbi e ambiguità sono all’ordine del giorno.

Le relazioni commerciali tra Ue e Israele sono disciplinate da una zona di libero scambio sulla base di un accordo di associazione entrato in vigore nel giugno del 2000. L’art. 2 di quell’accordo prevede esplicitamente una clausola sul rispetto dei diritti umani: «Le relazioni tra le Parti, […], si baseranno sul rispetto dei diritti umani e dei principi democratici, […]».

L’articolo è stato palesemente violato da Israele nei territori palestinesi (Gaza e Cisgiordania) e in Libano. Di conseguenza, l’accordo commerciale avrebbe dovuto essere sospeso come richiesto da oltre 1,3 milioni di persone in Europa («Iniziativa dei cittadini europei»), oltre 90 Ong (da Oxfam alla Caritas), quasi 400 ex diplomatici, esperti delle Nazioni Unite, così come da Belgio, Paesi Bassi, Irlanda, Slovenia e Spagna. La cosa non è avvenuta in quanto il Consiglio europeo non ha trovato l’unanimità dei Paesi membri, in particolare per l’opposizione di Germania e Italia. «Questo sarà ricordato – ha commentato Amnesty International – come un altro capitolo vergognoso della storia dell’Unione europea».

Si potrebbe discutere sulla giustezza ed efficacia degli embarghi. Ma se verso alcuni Paesi (Cuba, Iran, Russia, ecc.) vengono attuati, non si capisce perché Israele ne rimanga sempre immune. La giustificazione addotta – «è un Paese democratico» – da tempo non regge più alla prova dei fatti.

Paolo Moiola

Post Scriptum. Sulla questione palestinese è molto attiva la Rete «Preti contro il genocidio» / Network «Priests against genocide», di cui abbiamo più volte parlato anche su questo sito. È possibile aderire alla Rete cliccando il seguente link:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScBFaurhndAeuFvhDJoksSiwy4pstaOMxYF2n3Dz_zmTwqOEA/viewform

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