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Fiere del cambiamento

Sono tante le persone, i gruppi e le realtà organizzate che si muovono per dare forza all’economia solidale. E sono molti gli appuntamenti in cui si raccontano e stringono legami per costruire una «storia comune». Sono fiere di scambio e cambiamento.

La nostra società sta affrontando sfide epocali, e la risorsa più preziosa per viverle nel modo migliore è lo spirito di collaborazione, che possiamo costruire a partire dalle cose concrete.

«Finché siamo in grado di mantenere dei legami e, soprattutto, una storia comune, abbiamo delle possibilità di attraversare le tempeste – scrivono Pablo Servigne e Gauthier Chapelle nel loro volume L’effondrement (et après) expliqué à nos enfants… et à nos parents del 2022 -. Ma se questa tela così fragile si sgretola, se le ragioni che ci tengono insieme svaniscono, allora la questione si complica velocemente. Il cedimento è prima di tutto quello della storia che ci fa vivere insieme. Il resto è secondario, sono questioni tecniche. […] In effetti, la cosa più pericolosa non è la mancanza di cibo, ma la presenza di esseri umani educati nella cultura dell’ognuno per sé, che si chiudono agli altri […]. Il mutuo aiuto è ancora più importante quando le cose si complicano, questo rende fondamentale imparare ad amare i propri vicini e a condividere».

Feste di economia solidale

Ci sono diversi modi per costruire questa storia comune e allenarci alla collaborazione, anche quando si parla di «consumi». Uno di questi si trova nella costruzione di relazioni di fiducia lungo le filiere produttive da cui riceviamo i prodotti e i servizi che utilizziamo.

Ma la fiducia si basa sulla conoscenza. Per questo è importante, ove possibile, incontrare i nostri produttori e fornitori, e conoscere l’ambiente da cui provengono. Si può andare direttamente a fare visita all’azienda. Oppure si può partecipare alle fiere e feste dell’economia solidale organizzate in vari luoghi e con diverse modalità lungo il corso dell’anno. Le fiere, in più, oltre a essere un’ottima occasione per incontrare produttori e fornitori, danno anche la possibilità di conoscere e approfondire molti argomenti, e le prospettive di cambiamento nei diversi ambiti.

Partecipare a queste fiere è un modo per costruire una collettività che sia agente del cambiamento e, allo stesso tempo, agganciata agli aspetti concreti della vita di tutti i giorni.

Sono fiere per scambiare e per cambiare.

Fare la cosa giusta

È proprio per raccontare una storia comune e diversa che nasce nel 2004 a Milano la fiera «Fa’ la cosa giusta!» (www.falacosagiusta.org), ideata e organizzata dalla casa editrice Terre di Mezzo, nata nel 1994 come giornale di strada venduto da migranti e scritto da giovani, che oggi pubblica 100 titoli all’anno.

Il giornalista e cofondatore di «Fa’ la cosa giusta!», Massimo Acanfora, ha curato per il ventennale della fiera l’opuscolo Dal dire al fare, il glossario di Fa’ la cosa giusta!, scaricabile gratuitamente dal sito della fiera. In esso scrive che la kermesse nasce come «un’epifania, una emersione dell’economia solidale. Questo mondo, ancora invisibile o quasi, aveva bisogno di una narrazione. Per gli organizzatori usare le parole giuste era fin d’allora una questione di chiarezza intellettuale, che arrivava dal loro retroterra di giornalisti innamorati dell’informazione indipendente. Proprio pesando le parole, nasce la “Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili”.

Per la prima volta in Italia, il commercio equo e solidale e la finanza etica, l’agricoltura biologica e il turismo responsabile, i gruppi d’acquisto solidale e le cooperative sociali, i gruppi e le associazioni che si occupano di mobilità sostenibile, energie alternative, partecipazione, pace e nonviolenza, incontrano il grande pubblico e soprattutto si incontrano tra loro, in una “piazza”, un’agorà dove confrontarsi, fare rete, depositare un nuovo humus culturale».

La fiera è pensata come una grande piazza, in cui è possibile incontrare moltissime persone e organizzazioni. Attraverso un intenso programma, «Fa’ la cosa giusta!» è un appuntamento importante per capire quali sono le idee in evoluzione per il bene collettivo e come si stanno sviluppando e praticando, fino ad arrivare ai prodotti e servizi di cui ci serviamo.

La fiera si tiene con cadenza annuale in un hub fieristico nella zona di Milano. La prossima edizione si terrà alla Fiera Milano Rho dal 13 al 15 marzo.

I contenuti sono organizzati in aree tematiche come «cura e benessere», «saperi e sapori», «viaggio e grandi cammini», «scuola, cultura e partecipazione». Per non restare sopraffatti dall’abbondanza, consigliamo di arrivare preparati, avendo un’idea di quali presentazioni interessano e quali produttori incontrare, pur restando aperti alle immancabili sorprese.

I dati riferiti all’edizione del 2025 parlano di 52.200 visitatori, 550 espositori, 400 relatori per 300 incontri e laboratori e 150 volontari.

La nuova edizione procederà sul cammino già tracciato, di collegare le scelte individuali con quelle collettive: «I desideri e le alleanze che vanno nella direzione di fare del bene al pianeta stanno aumentando – afferma Miriam Giovanzana, direttore editoriale di Terre di Mezzo -: noi vogliamo sostenere la speranza. L’affluenza di pubblico a Fa’ la cosa giusta! ci dice che siamo in grado di riconnettere le scelte personali con le scelte collettive, le scelte dei consumatori con quelle dei produttori. Ora si tratta di andare a fondo, di dirci la verità, gli uni con gli altri, e di provarci insieme».

Solidalmente

Oltre a Fa’ la cosa giusta! ci sono molte altre fiere e feste organizzate da diverse reti locali come occasioni di incontro e costruzione di una storia comune.

Ne esistono diverse (vedi box). Ciascuna con le sue caratteristiche, costituisce un’occasione importante per conoscere persone e idee, e per comprendere nel concreto cosa sia l’economia solidale e come partecipare al cambiamento.

A partire dal 2023, nella Fattoria di Vigheffio a Collecchio, alle porte di Parma, si tiene annualmente, a maggio, Solidalia (www.solidalia.org), la festa dell’economia solidale promossa dal Distretto di economia solidale (Des) di Parma con altri soggetti del territorio, insieme a numerosi volontari, Gas e produttori.

«Solidalia» è innanzitutto una grande festa, con molto spazio per gli incontri e il divertimento.

Sul prato del parco, in mezzo agli alberi, in due giorni fitti di seminari, laboratori, animazioni e spettacoli, troviamo banchetti di produttori e diverse organizzazioni.

L’edizione del 2025 è stata dedicata ai «coltivatori di pace», per ragionare su come possa funzionare nel concreto una economia di pace e, allo stesso tempo, per interrogarsi su come si possa intervenire nella situazione critica che stiamo vivendo.

Come ha affermato Francesca Marconi, presidente del Des Parma, alla conclusione dell’edizione 2025, «Solidalia in questi due giorni sembrava un mondo perfetto, ma sappiamo che eravamo dentro una bolla, mentre il mondo fuori sta vivendo la deriva della violenza e della preparazione alla guerra. Se vogliamo essere coltivatori di pace dobbiamo farci sentire, dire che non ci stiamo, e promuovere questo nostro modello, insieme alle altre realtà che vogliono la pace attraverso l’impegno al dialogo, alla comprensione e alla convivenza pacifica, e non attraverso il riarmo».

L’appuntamento per la sesta edizione di «Solidalia» è fissato al 23 e 24 maggio 2026.

È tutta un’altra cosa

Mentre le reti locali facilitano le relazioni lungo le filiere corte, il commercio equo e solidale si occupa di organizzare rapporti di collaborazione con i produttori di paesi lontani, importando direttamente i prodotti che vengono poi distribuiti dalla rete delle Botteghe del mondo.

L’associazione Botteghe del mondo, che coinvolge 150 negozi, organizza tutti gli anni a Padova, a ottobre, in un fine settimana dal venerdì alla domenica, la fiera «Tuttaunaltracosa» (www.tuttaunaltracosa.it) per raccontare queste e altre storie e incontrare i progetti.

«Tuttaunaltracosa» è la fiera del commercio equo e solidale: anche in questo caso, il mercato diventa incontro con persone, percorsi e progetti che costruiscono un modello alternativo, una speranza che è già dentro al cambiamento.

Come si può vedere, le fiere che raccontano un altro mondo in costruzione sono molte, e in queste pagine non ci stanno tutte. Fa bene visitarle: quando si cammina tra gli stand e si guardano i visitatori interessati, si sente che c’è qualcosa che unisce, che forse si fa fatica a esprimere, ma che è una risorsa su cui contare.

Le fiere di queso tipo sono occasioni importanti per allacciare e rinforzare le connessioni che ci servono a spingere la nostra società verso un futuro migliore, per tutti.

Andrea Saroldi

Altre Fiere del cambiamento

  • L’isola che c’è: organizzata dalla omonima rete della provincia di Como, si tiene a settembre al parco comunale di Villa Guardia. www.fieralisolachece.org
  • Alla fiera del Des: in una domenica di giugno nei giardini estensi di Varese, organizzata dal Distretto di economia solidale di Varese. www.des.varese.it/fiera
  • Prendiamoci cura: organizzata a Rho (Mi) una domenica a fine settembre dalla rete dei Gas del territorio. www.prendiamocicura.it
  • Macrolibrarsi fest: alla fiera di Cesena in un fine settimana di settembre. www.macrolibrarsifest.it
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