Le produzioni dal basso

Esistono piattaforme web sulle quali noleggiare film. Come si faceva con videocassette e Dvd in passato. Diverse propongono documentari molto ricercati. Ne esaminiamo alcuni.

L’arte cinematografica è complessa, multiforme, sinergica: a volte si parla delle opere trascurando l’enorme importanza di chi, quelle opere, le ha riconosciute valide e ha deciso di portarle al pubblico. Una volta questa funzione era assolta dai cinema, che fossero d’essai o di terza visione: tutti partecipavano a diffondere la cultura.

Le «piattaforme»

In tempi recenti questa funzione si è sviluppata attraverso la rete internet, e sono fiorite quelle che comunemente chiamiamo le «piattaforme», le quali non sono altro che portali (ovvero siti web) che ospitano decine, centinaia, migliaia di titoli di film. La maggior parte è a pagamento: ma alcune si distinguono per le molte offerte gratuite.

In questo numero vi voglio parlare di una delle piattaforme cui sono più affezionato, Open Ddb.

La sigla significa «Distribuzione dal basso», e nasce nel 2013 a Bologna, dalla casa di produzione indipendente Smk Factory (la differenza tra casa di produzione e casa di distribuzione è semplice: la prima anticipa i soldi per fare il film, la seconda mette i soldi dopo, per acquisirne il diritto di distribuirlo sul territorio di propria competenza: due attori indispensabili nell’industria cinematografica). La Smk da sempre ha prodotto documentari di impegno civile e denuncia sociale, ed è attenta alla giustizia nel mondo.

Aprendo il portale Open Ddb vi si chiede una iscrizione (semplice e senza secondi fini, basta mettere il proprio nome e scegliere una password) e da quel momento potete accedere a circa 700 film. La maggior parte sono a pagamento, perché questa piattaforma non vi chiede un abbonamento mensile, ma di noleggiare i film quando decidete di vederli (come un videonoleggio del passato).

E qui iniziano le sorprese. Perché non solo il noleggio medio è di 4 euro (ma può spesso essere meno): molti film, se scorrete l’elenco, sono gratuiti. Facciamolo insieme, perché alcuni titoli sono veramente belli.

Dal Rojava a Gaza

Innanzitutto «Binxet- sotto il confine» di Luigi D’Alife.

Binxet è un viaggio tra vita e morte, dignità e dolore, lotta e libertà. Si svolge lungo il confine turco siriano. Da una parte l’Isis, dall’altra la Turchia di Erdogan. In mezzo, il confine e una speranza. Questa speranza si chiama Rojava, terra di resistenza ma anche laboratorio di democrazia dal basso, luogo in cui sventolano bandiere di colori diversi ma che parlano lo stesso linguaggio; quello dell’uguaglianza di genere, dell’autodeterminazione dei popoli e della convivenza pacifica. Il film è un racconto di denuncia sulle pesanti responsabilità dell’Europa nell’avallare un accordo che viola le vite di migliaia di persone, di un popolo che continua a non voler essere diviso dai confini.

Un altro film che è in distribuzione gratuita e vale la pena è «Everyday in Gaza». Girato nel cuore della Striscia di Gaza nella primavera del 2025 il film di Omar Rammal racconta storie quotidiane di resistenza e umanità: un barbiere che continua ad accogliere i suoi clienti tra le macerie, restituendo dignità e bellezza; Wafa, una donna che dedica la propria vita a bambine e bambini con disabilità o rimasti orfani, offrendo cure, istruzione, gioco e normalità.

Un racconto intimo che illumina la forza della comunità anche in uno dei contesti più fragili e martoriati del mondo, come quello di Gaza, dove la popolazione è sotto attacco costante da tre anni, e sotto blocco da più di diciotto.

Furto di risorse e migrazioni

Continuiamo con un film sullo sfruttamento delle risorse naturali (giusto per ricordare le cause di tante migrazioni): «Sandgrains» di Jordie Montevecchi e Gabriel Manrique. La storia narra di un ragazzo, Zé, che lascia Capo Verde e il suo villaggio di pescatori per una vita migliore in Svezia. Anni dopo torna e trova tutto trasformato, e la spiaggia dove una volta giocava a calcio è scomparsa. Venduta per sabbia. La sua famiglia, infatti, ora estrae sabbia dal fondo dell’oceano per venderla come cemento a buon mercato, perché ormai la pesca non riesce più a sfamarli.

Sandgrains è un documentario sugli effetti locali della pesca globale.

E ancora un altro grande documentario di Luigi D’Alife, «Il confine occidentale». Sui pendii innevati dell’alta Val di Susa decine di uomini e donne provano tutti i giorni a sfidare le Alpi per raggiungere la Francia. Queste strade di confine, questi sentieri, non sono una nuova rotta della migrazione, ma vedono transitare da centinaia di anni persone di ogni lingua e colore, in cerca di qualcosa di diverso, forse migliore, spinti dalla forza della libertà e della dignità.
Le migrazioni non sono altro che un viaggio circolare dell’umanità. Il voltarsi indifferenti dall’altra parte alle volte è ben più che un rischio, perché nessuno si salva da solo.

Dignità indigena

Vi lascio esplorare il sito alla ricerca dei tanti – ancora – documentari in visione gratuita.

Voglio concludere con un documentario che trovo molto bello e che lascia un senso di – cauto – ottimismo, cosa rara nei documentari di denuncia sociale. È a pagamento, ma vale la pena di spendere i 4 euro chiesti dal portale: «Tupac Amaru, algo està cambiando» di Magali Bui e Federico Palumbo.

Di fronte all’avanzata del neoliberismo e della crisi degli anni Novanta ha cominciato a prendere forma nel Nord dell’Argentina un nuovo modo di organizzare il lavoro e la solidarietà. Milagro Sala, leader indigena, ha innalzato le bandiere della dignità, del lavoro, della salute e l’educazione per i più bisognosi. Dalla crisi del 2001 è nata una organizzazione che ha cambiato il destino di molti cittadini: «La Tupac Amaru», che nonostante le critiche, si è sviluppata diventando una delle principali organizzazioni sociali del paese, con migliaia di case costruite, cooperative di lavoro, scuole, fabbriche, ospedali. Un modello di lavoro preso come esempio a livello internazionale.

Dario Cambiano

Film consigliati

  •  Omar Rammal, Everyday in Gaza, documentario, Italia 2025.
  •  Jordie Montevecchi e Gabriel Manrique, Sandgrains, documentario, Regno Unito 2013.
  •  Luigi D’Alife, Il confine occidentale, documentario, Italia 2018.
  •  Magali Bui e Federico Palumbo, Tupac Amaru, algo està cambiando, documentario, Argentina, 2012.
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