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Da Consolata News del 12 agosto 2026.
Il terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia il 10 agosto ha generato un’ondata di solidarietà che ha oltrepassato i confini. La Chiesa colombiana, Papa Leone XIV e le organizzazioni ecclesiali dell’America Latina hanno espresso la loro vicinanza alle vittime e alle loro famiglie, invitando alla preghiera, al servizio e alla ricostruzione della speranza.
La Colombia si è svegliata lunedì 10 agosto con un forte terremoto di magnitudo 7.4, registrato alle 7:34 del mattino, con epicentro nel comune di San José del Palmar, Chocó, a una profondità di 103 chilometri. La scossa è stata percepita in vaste regioni del Paese e anche a Panama, Venezuela, Ecuador e nel nord del Brasile.
Mentre proseguono le operazioni di soccorso e assistenza nel Paese, la Chiesa latinoamericana esprime la sua fraternità con il popolo colombiano, dimostrando che il dolore di una nazione sorella è anche un invito alla comunione in tutta l’America Latina. «Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui»: queste le parole di San Paolo, riprese dal Consiglio Episcopale Latinoamericano e Caraibico (CELAM), riassumono la risposta della Chiesa alla tragedia in Colombia.

I dipartimenti più colpiti sono stati Chocó, Valle del Cauca, Quindío, Risaralda e Caldas. Il terremoto ha causato gravi danni a case, edifici, ospedali, scuole, strade e aeroporti. Secondo il rapporto dell’Associazione colombiana delle città capoluogo (Asocapitales) della mattina dell’11 agosto, si contavano 254 morti, 1.246 feriti, 1.575 case danneggiate e decine di edifici distrutti, mentre proseguivano le ricerche dei dispersi. Il governo ha dichiarato lo stato di calamità nazionale e sta mantenendo attive le operazioni di ricerca, soccorso e assistenza alle persone colpite.
Una rete di solidarietà internazionale composta da diversi paesi sta mobilitando squadre di medici e di logistica, mentre governi stranieri e organizzazioni internazionali stanno coordinando gli sforzi per sostenere la Colombia e affrontare l’emergenza.
Nel pomeriggio del 10 agosto erano state registrate 47 scosse di assestamento e il Servizio Geologico Colombiano ha avvertito che potrebbero verificarsi altre scosse. La Colombia è un paese sismicamente attivo a causa dell’interazione delle placche tettoniche di Nazca, sudamericana e caraibica.
Nella regione del Pacifico, si verifica un processo di subduzione, per cui la placca di Nazca si immerge sotto la placca sudamericana rilasciando energia. In media, in Colombia si registrano circa 2.500 terremoti al mese, sebbene la maggior parte sia di bassa magnitudo e non venga percepita dalla popolazione.


La Chiesa cattolica in Colombia ha risposto all’emergenza con la preghiera, la vicinanza e una solidarietà concreta. La Conferenza Episcopale Colombiana ha invitato il Paese a riconoscersi come «una sola famiglia», accompagnando quanti hanno perso i propri cari, i feriti, i dispersi e le famiglie colpite dalla tragedia.
Anche la Caritas Social Pastorale colombiana ha attivato il proprio sistema nazionale di emergenza per offrire sostegno alle comunità maggiormente colpite, sottolineando che «la solidarietà si traduce in preghiera, accompagnamento e servizio ai più vulnerabili».
La Conferenza dei Religiosi della Colombia, a sua volta, ha rinnovato l’impegno della Vita Consacrata a «essere vicini a coloro che soffrono di più, ad accompagnare, servire e sostenere la speranza». A questa mobilitazione si sono uniti anche i Missionari della Consolata presenti in Colombia, che hanno espresso la loro vicinanza alle famiglie e alle comunità colpite, invitando alla calma e a fare riferimento esclusivamente alle informazioni diffuse dalle fonti ufficiali.

Attraverso le sue diverse espressioni – vescovi, religiosi, Caritas e comunità missionarie – la Chiesa cerca così di accompagnare questo momento di dolore, rafforzando la fraternità e alimentando la speranza. L’appello è a camminare insieme, perché, come hanno ricordato i vescovi colombiani, «nessuno può affrontare da solo un’emergenza di questa portata» e «ogni gesto di aiuto, ogni mano tesa e ogni sforzo condiviso» possono trasformarsi in un segno concreto di fraternità e speranza. […]
Il Consigliere Generale per l’America, padre Juan Pablo De Los Rios, che si trova in visita nella città di Manizales, ha inviato un messaggio tramite i social. “Grazie per le vostre preghiere e i vostri auguri in questo momento difficile che sta colpendo molte zone della Colombia. In questo momento mi trovo a Manizales con la mia famiglia e, sebbene questa sia una zona sismica, non ho mai vissuto nulla di simile, soprattutto per la sua durata, 93 secondi. È stato un momento davvero spaventoso”, ha affermato. “Grazie a Dio la mia famiglia e i nostri missionari stanno bene. Molti edifici sono crollati in città e le persone hanno dovuto rifugiarsi nei centri di accoglienza. Ci sono stati alcuni danni materiali al Santuario di Fatima, dove si trovano anche i nostri missionari più anziani, ma tutti stanno bene”.
Padre Julio Caldeira, IMC, missionario nell’Amazzonia colombiana,
vicepresidente della REPAM e membro del Consiglio per la Comunicazione del CELAM.
Per il testo completo: Consolata News del 12 agosto 2026.

