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La vice premier taiwanese, Cheng Li-chun, l’8 febbraio scorso, in una intervista alla televisione pubblica taiwanese, la China Television System, ha risposto a distanza a un’affermazione del segretario di Stato al commercio statunitense, Howard Litnick. Il politico aveva dichiarato che il suo obiettivo è di trasferire il 40% delle produzione di semiconduttori dall’isola al suolo Usa. «L’ho detto chiaramente alla parte Usa dei negoziatori: questo è impossibile», ha detto Cheng. Nella stessa intervista, Chang ha confermato, inoltre, che la tecnologia più avanzata resterà sull’isola.
Il negoziato con gli Usa
Cheng è la capo delegazione del Paese asiatico, sul negoziato in corso che vede l’impegno americano alla riduzione dei dazi a fronte di investimenti taiwanesi sul territorio Usa nel settore della produzione di semiconduttori. Una prima importante firma è stata siglata il 15 gennaio scorso mentre si attende quella definitiva, che dovrebbe arrivare a giorni. Tale accordo dovrà poi essere ratificato dal parlamento (yuan legislativo), dove però, l’opposizione ha la maggioranza dei seggi (62 contro 51 del partito di governo, il Partito democratico progressista).
L’obiettivo statunitense è quello di liberarsi del collo di bottiglia che si è creato nella catena di approvvigionamento dei chip. Se questi, infatti, sono progettati negli Usa, la fabbricazione di quelli più avanzati è, quasi al 90%, sull’isola di Taiwan. Ma la tecnologia dei circuiti integrati (o chip) è il nodo strategico di oggi e del futuro, quindi Donald Trump vuole riportare in casa anche l’anello della produzione, paventando questioni di sicurezza nazionale.
Cheng ha inoltre affermato, che Taiwan può espandere la sua produzione negli Usa ma, al contrario, non vuole ricollocavi parte del suo potenziale produttivo.
La vice premier ha inoltre ricordato che durante i negoziati ha chiarito che la tecnologia di punta nella produzione dei chip non sarà trasferita in altri paesi. Tale tecnologia (circuiti integrati con definizione di 2-3 nanometri, mentre quella consolidata è a 6-12nm) deve essere sviluppata a Taiwan, dove esiste un ecosistema favorevole di ricerca e sviluppo.
Le compagnie taiwanesi si espanderanno investendo in altri Paesi (ad esempio negli Usa), solo quando avranno consolidato la produzione sull’isola.
Intanto, il Giappone
Eppure qualcosa si muove. Il presidente della Tsmc (Taiwan semiconductor manufacturing company, il maggiore produttore) C.C. Wei, ha già pianificato di realizzare uno stabilimento (chiamati fab) per la produzione di chip a 3nm in Giappone. Questo tipo di produzione sarà realizzata nella seconda fabbrica a Kumamoto, oggi in costruzione, con operatività prevista entro l’anno. Nell’attuale stabilimento, attivo da fine 2024, si producono chip a 7nm.
L’investimento stimato di Tsmc per l’operazione è di 17 miliardi di dollari.
Il programma, svelato da Wei durante l’incontro con la premier giapponese Sanae Takachi, il 5 febbraio scorso a Tokyo, nasce da una grande intesa tra le parti. Il progetto si colloca nella direzione voluta dalla premier conservatrice giapponese (in carica dal 21 ottobre scorso), che punta ad espandere la produzione di chip nel Paese, anch’essa per questioni di sicurezza nazionale.
La leadership della premier è risultata, tra l’altro, molto rafforzata dal risultato delle elezioni legislative anticipate dell’8 febbraio. Il suo partito, il Partito liberale democratico (Pld), è infatti passato da 198 seggi a 316, sui 468 della camera bassa, superando la soglia dei due terzi, dandole un grande margine di manovra.
Ricordiamo che la tecnologia dei 3nm significa disegnare circuiti con componenti della dimensione di 3 miliardesimi di metro. Ridurre la dimensione, aumenta l’integrazione dei chip, quindi la velocità di calcolo finale. Tale dimensione è essenziale per sviluppare le applicazioni di intelligenza artificiale e robotica, entrambe aree tecnologiche in grande sviluppo.
Va – infine – ricordato che la Tsmc ha iniziato, pochi mesi fa, la produzione chip con tecnologia a 2nm a Kaohsiung, città nel Sud di Taiwan.
Marco Bello