Inserisci la tua email e iscriviti alla nostra newsletter

Usa-Taiwan. Accordo sui dazi e investimenti

Siglato un primo importante memorandum commerciale, ma il presidente Lai è a rischio

Il 15 gennaio scorso è stato firmato un primo memorandum d’intesa su cooperazione e investimenti tra Governo di Taiwan e Dipartimento del commercio Usa. L’obiettivo è la riduzione dei dazi Usa sui prodotti di Taiwan. Si scenderebbe dal 32% addizionale (rispetto alle precedenti tariffe), annunciato da Trump il 2 aprile 2025, al 15 o 20% per la maggior parte dei beni. Un’eccezione importante sono le tecnologie, per le quali i produttori taiwanesi che estendono la loro catena di produzione negli Usa, potrebbero esportare verso il Paese nordamericano semiconduttori o attrezzature collegate con dazi molto bassi o addirittura nulli (in regime di duty free).
La minaccia dell’aumento dei dazi è stata, ancora una volta, utilizzata da Donald Trump per ottenere un successo politico. In cambio della riduzione delle tariffe, infatti, i produttori di circuiti integrati taiwanesi si sono impegnati a investire 250 miliardi di dollari per l’installazione negli Usa di fabbriche di semiconduttori, oltre che per intelligenza artificiale ed energia.
Il Governo di Taiwan si impegna, inoltre, a fornire ulteriori 250 miliardi di dollari per garantire un credito e facilitare ulteriori investimenti.
Già da tempo, gli Usa di Trump vogliono andare verso un’autonomia di produzione dei chip a semiconduttore, componenti strategici perché essenziali nella maggior parte dei prodotti elettronici attuali e futuri, riducendo la dipendenza produttiva che hanno attualmente nei confronti delle fabbriche di Taiwan.

Processo in corso
Il 3 marzo scorso, Donald Trump, ricevendo alla Casa bianca il presidente e Ceo (amministratore delegato) della Tsmc (Taiwan semiconductor manifacturing company), Wei Che-Chia (魏哲家, Wèi Zhéjiā), aveva annunciato un investimento di 100 miliardi dollari da parte dell’azienda taiwanese, leader mondiale nella produzione dei chip, per l’installazione di cinque nuovi stabilimenti negli Usa, in particolare in Arizona.
La dichiarazione era stata un primo passo di questo processo di trasferimento di parte della catena di produzione dei semiconduttori sul suolo degli Stati Uniti.
In una conferenza stampa a Taipei, lo scorso 20 gennaio, la vice primo ministro Cheng Li-chiun ha confermato che, nelle prossime settimane, sarà siglato un altro accordo commerciale reciproco. Solo in quel momento il negoziato sarà completo. Cheng ha detto che non si tratta di ricollocare parte della catena di approvvigionamento taiwanese dei semiconduttori, ma di espandere negli Usa le capacità industriali di Taiwan.
La vice primo ministro ha annunciato che gli accordi finali comprenderanno dazi, esenzioni da barriere doganali, facilitazioni commerciali, sicurezza economica, tutela del lavoro, protezione ambientale e opportunità di affari. Ci sarà anche una parte sui reciproci investimenti.

Problemi interni
Questo avviene mentre Taiwan sta passando un periodo di crisi politica interna. Contro il presidente Lai Chin-te, del Dpp (Partito democratico progressista) è iniziato un processo di impeachment chiesto dai partiti di opposizione Kmt (Kuomintang, l’ex partito unico e oggi filo Pechino) e Tpp (Taiwan people’s party) che lo accusano di avere «minato l’ordine costituzionale e la democrazia a Taiwan». Il processo, che vede varie tappe, culminerà con il voto del Parlamento (lo Yuan legislativo) il 19 maggio prossimo.
Il presidente Lai è stato eletto nel gennaio 2024 per entrare in carica il 20 maggio dello stesso anno, succedendo alla presidente Tsai Ing-wen, dello stesso partito.
L’opposizione riunita può contare su 60 seggi contro i 51 del Dpp allo Yuan legislativo.
Intanto la neoeletta presidente del Kmt, Cheng Li-wun (in carica da ottobre 2025), a fine dicembre, ha dichiarato di voler visitare, nella prima parte dell’anno, gli Stati Uniti e la Repubblica popolare cinese (Rpc). La priorità è, tuttavia, per Pechino, allo scopo di incontrare il presidente Xi Jinping. Il Kmt, l’ex partito unico di Chang Kai-shek, è oggi quello con posizioni più vicine alla Rpc.

Marco Bello

SCARICA IL PDFSTAMPA L'ARTICOLO

Ti è piaciuto questo articolo? Sostieni MC: ci aiuterai a produrre un’informazione approfondita senza pubblicità!

Cambiare il mondo comincia da te. Diamo voce ai valori umani: iscriviti e fai la differenza!