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«Nonostante oltre cinquemila anni di storia documentata, nonostante la conoscenza e lo studio di religioni e filosofie di tutti i popoli, nonostante il progresso scientifico e tecnologico e gli incredibili sviluppi della comunicazione, nonostante tutto questo, stiamo vivendo la distruzione ambientale, l’aumento delle ingiustizie sociali e delle guerre, con i ricchi che diventano più ricchi a spese dei poveri, degli sfruttati e della salute del nostro pianeta, e i potenti che, invece di investire nella pace, usano la guerra e l’intolleranza per dominare… Viene da domandarsi: perché questo imbarbarimento? Perché non abbiamo imparato nulla dalla storia? […]
Dopo il golpe del primo febbraio 2021, il Myanmar è tornato al
passato. Un generale è al potere, la leader Aung San Suu Kyi è agli
arresti e i numerosi conflitti interni al paese sono di nuovo esplosi. In Myanmar, stragi, massacri e processi non si arrestano. Nel silenzio del mondo, la giunta militare al potere continua la repressione iniziata con il golpe del primo febbraio 2021. Ma la resistenza non si arrende, soprattutto quella delle milizie etniche, da sempre parte attiva contro i soprusi dei militari. L’esercito, comandato dal generale Min Aung Hlaing, non risparmia nessuno, spara ad altezza uomo durante le manifestazioni, uccide operatori sanitari e giovanissimi […]

Dopo l’assassinio del presidente, alla guida del paese si è insediato un governo de facto. È sostenuto dalla comunità internazionale e dal maggiore gruppo di potere. Lo fronteggia una larga coalizione
alternativa. Ci sarà scontro o negoziato? […]

Sono quasi un milione le collaboratrici e i
collaboratori domestici con contratto regolare,
e altrettanti in nero. Dietro a questi numeri
troviamo volti, storie, famiglie divise. Il settore
è in continua espansione, nonostante la frenata
dovuta alla pandemia. […]
In un paese maschilista e dominato da povertà,
corruzione e violenza, per la prima volta una donna è diventata presidente. Dopo il golpe
militare del 2009 e dodici anni terribili,
finalmente una speranza. […]

Ecosistemi sconvolti, intere comunità sfollate, denaro pubblico usato a beneficio di pochi. I progetti aeroportuali nel mondo crescono in numero e in violenza ambientale e sociale. E i movimenti locali di opposizione si mettono in rete. […]

Sono passati due anni dal sorgere della pandemia e dalle rivolte nelle carceri, seguite da una violenta limitazione dei diritti delle persone detenute.
I fatti di Santa Maria Capua Vetere ne sono un brutale indicatore. Anche il Covid-19 ci dice che è tempo di ripensare la pena e le sue forme. […]
di Angelo Fracchia
Solo dopo che il popolo ha affermato di voler vivere insieme al suo Dio, riconosciuto come Signore (Es 19,8), riceve la legge: una sorta di sintesi scritta di ciò che Dio si aspetta dai suoi: un documento che si apre con un testo assolutamente centrale per la vita del popolo, tanto è vero che verrà citato da Gesù (Mc 10,19; Lc 18,20), da san Paolo (Rom 13,9) e addirittura ripreso quasi alla lettera in un altro brano del Primo Testamento (in Dt 5,6-21). […]

di Francesco Gesualdi
A oltre due anni dall’inizio della pandemia che ha sconvolto l’esistenza dell’umanità, ci sono pochissimi vincitori. In prima fila, le multinazionali del web e quelle farmaceutiche. Con tanti soldi pubblici e le consuete ingiustizie. […]
Ritorno nel Libano segnato dalla crisi economica e politica, dalla distruzione del porto di Beirut, e dalla presenza dei campi dei palestinesi, arrivati a partire dal 1948 e poi moltiplicatisi con il divampare della guerra in Siria. […]
L’industria dell’abbigliamento è ormai da anni al centro di un dibattito dai toni a volte anche aspri, sia per il suo impatto ambientale che per alcuni tragici incidenti sul lavoro, specialmente nel Sud del mondo. Diversi grandi marchi hanno iniziato a mostrare più sensibilità verso questi problemi, ma la mancanza di dati certi sul reale impatto economico e ambientale della moda non aiuta a formulare strategie adeguate, e il rischio di greenwashing è alto. […]
Lo scorso novembre è mancato a Manizales,
in Colombia, un missionario amante dei monti,
della natura, della gente e soprattutto
del Creatore e Signore di tutto.
Un ricordo personale da un confratello
che è vissuto tanto con lui. […]

Come da bambino tra le braccia di tuo papà, tranquillo come quando riposavi sul seno di tua mamma, così ti sei sentito al Giordano (cfr Lc 3,22). E ancora adesso, dopo quaranta giorni di fame e arsura. «Figlio. Figlio prediletto», senti all’orecchio del tuo cuore, «in te mi sono compiaciuto, figlio. Figlio».
Da quaranta giorni il vento ti ripete le parole di tuo Papà. E conferma che tutto ti è dato. Nulla ti è chiesto in cambio. Sei conservato con cura nelle mani dell’amore.
Da quaranta giorni, tuttavia, il deserto ti si aggrappa alla gola con un fuoco che ti inquieta (cfr Lc 4,1-13): il sospetto che sia tutto illusione, un vacillare della tua identità. «In questo mondo di fame e violenza, non attenderti il pane dagli uomini. Il pane è finito. Usa le pietre, e non le loro mani, per generare altro pane. La speranza è sfiorita in un pugno di sabbia. Attira tutti a te con la tua grandezza, e mostra loro quanto ignobile è la loro vita perché si convertano alla tua gloria». […]