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Timor Est. Dili entra nell’Asean

L'organizzazione di cooperazione economica del Sudest asiatico si apre al suo undicesimo membro

Timor Est, la nazione più giovane d’Asia, è diventata l’11mo Paese membro dell’Asean, l’Associazione delle nazioni del Sudest asiatico, un’organizzazione regionale, fondata nel 1967 a Bangkok, che promuove la cooperazione economica, politica e culturale tra i suoi stati membri (Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Singapore, Thailandia, Vietnam e, appunto, Timor Est).
L’adesione è stata ufficialmente approvata nel corso del 47mo summit dell’Asean, tenutosi nella capitale della Malaysia, Kuala Lumpur, dopo una domanda presentata nel 2011.
In 14 anni di attesa, il piccolo stato che occupa la metà orientale dell’isola di Timor, la cui metà occidentale appartiene all’Indonesia, ha lavorato per soddisfare i criteri economici, politici e istituzionali richiesti dall’organizzazione.
Durante la cerimonia di adesione, Timor Est si è impegnata a rispettare i principi fondanti dell’Asean: non interferenza, dialogo pacifico e sviluppo sostenibile.

Un nuovo capitlo nella storia del Paese

«È un sogno che si realizza», ha detto il Primo ministro e storico leader della resistenza, Xanana Gusmao, «ed è una testimonianza dello spirito del nostro popolo, una giovane democrazia, nata dalla nostra lotta», ha proseguito. «Questo non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un nuovo capitolo per la storia della nazione», ha rimarcato.

Si aprono nuove e stimolanti prospettive economiche, sociali, culturali per la piccola nazione a maggioranza cattolica: si respira un clima di crescente ottimismo e di grande attesa per un passo che, ritengono gli analisti, consentirà al Paese di compiere un salto di qualità nella crescita e nello sviluppo.

Sul piano economico il governo timorese ha già firmato diversi accordi che stabiliscono una cooperazione con la Malaysia nel campo delle telecomunicazioni e un partenariato con la Banca asiatica dello sviluppo.
L’adesione all’Asean rappresenta per Timor Est l’opportunità di accedere a programmi di cooperazione economica e investimenti, sicurezza regionale e iniziative multilaterali come il Partenariato economico globale regionale, un programma che gli osservatori hanno definito simile a quelli dell’Unione Europea.

Per la nazione di 1,4 milioni di abitanti, tra le più povere dell’Asia, la speranza è quella di ricevere una spinta per la crescita del Prodotto interno lordo (attualmente di soli 2 miliardi di dollari) in modo da sollevare il 42% della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà. La principale fonte di ricchezza è attualmente costituita dalle risorse naturali come petrolio e gas, ma il governo sta cercando di far crescere altri settori come il primario e il turismo, che saranno ora aperti a una comunità economica di circa 680 milioni di persone.

Il tema dell’emigrazione

In una nazione in cui i due terzi dei cittadini hanno meno di 30 anni, nutrono grandi speranze soprattutto i giovani che vedono l’ingresso nell’Asean come l’aprirsi di nuove e feconde opportunità di occupazione e di futuro, che consentiranno a Timor Est di sviluppare il suo potenziale. In tale cornice, una delle questioni oggetto di dibattito è l’emigrazione: nel Paese è già ampiamente sviluppato il fenomeno delle partenze dei giovani a causa della disoccupazione. Essi potranno ora trovare percorsi di formazione e di avviamento professionale all’estero godendo di nuove opportunità di istruzione superiore e accademica.

I cittadini timoresi sono convinti anche di portare qualcosa, ha rimarcato Bento Pereira, portavoce della conferenza episcopale cattolica: «Timor Est entra e si pone nell’associazione con la sua identità, cultura, risorse e, poi, anche con la fede, parte integrante della nostra vita». L’ingresso nell’Asean diventa, così, anche una via di evangelizzazione.

Paolo Affatato

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