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«Il mondo oggi non ha bisogno di maestri ma di testimoni e i maestri vengono riconosciuti come tali solo in quanto sono anche testimoni» (Paolo VI). Sono parole di mezzo secolo fa, ma in fondo ancora (o forse sempre?) valide. Sapere come camminare, quale percorso fare, quali accortezze seguire per arrivare alla meta è importante, ma trovare qualcuno che cammini con noi, che ci apra la via, che ci mostri come comportarci, è impagabile.
Questo vale ancora di più quando la questione non è come portare a termine dei compiti pratici o risolvere dei problemi, ma come impostare, gestire e condurre la nostra vita. In questo caso, come e quando potremmo essere sicuri di aver fatto un buon lavoro, così eventualmente da correggerlo e farlo migliore?
Ecco perché più che le teorie, ci interessano gli esempi, i testimoni, coloro che percorrono la pista come noi, fosse pure in altri tempi e in condizioni non identiche, ma su strade che assomigliano a quelle che ci troviamo di fronte noi. […]
In realtà, nella Bibbia noi troviamo più che altro le esperienze di persone varie che, in contesti e situazioni diverse, hanno provato a cercare la propria strada di vita e hanno pensato di averla trovata in rapporto con un Dio sempre uguale a se stesso ma sempre impegnato in relazioni variegate, che mostravano ognuna un suo volto un poco diverso rispetto alle altre.Ecco allora che la dedizione assoluta e trasparente di un Abramo o di un Samuele si accostano all’apparente opportunismo, pieno però di coraggio e generosità, di Raab e di Rut. E costoro, non si muovono forse ai confini o fuori dalla legge, come Osea e Tamar, pur capaci di farci intuire un volto di Dio ancora più vertiginoso e affascinante? E guardando al confuso cammino di Giacobbe, alla paura di Mosè, ai dubbi di Geremia, non ci sentiremo confortati in tutte le nostre imperfezioni e indecisioni? E guardando alle loro esperienze, non cogliamo meglio anche il volto invisibile del loro compagno, con cui si sono accompagnati nelle loro esistenze? […] Perché tutte insieme, queste diverse esperienze umane possono indicarci non quale strada percorrere, ma come tracciare il sentiero nostro, e sentire che in ogni nostro passo anche noi potremo sentirci chiamare da Dio: «amico mio».