Zambia. Elezioni e arresti

Insediato il presidente Hichilema per un secondo mandato

Il primo settembre, Hakainde Hichilema – leader dello United party for national development (Upnd) – ha giurato per un secondo mandato da presidente dello Zambia. La sua vittoria con il 60% dei voti (percentuale molto simile a quella del 2021) era stata annunciata il 18 agosto dalla Commissione elettorale, cinque giorni dopo il voto. Il suo principale sfidante, Brian Mundubile del National reconciliation party for unity and prosperity (Nrup), invece, si sarebbe fermato al 38%.
La giornata elettorale è stata essenzialmente pacifica. Ma diversi organismi (come le Nazioni Unite) e osservatori internazionali (tra cui quelli dell’Unione europea) hanno denunciato anomalie nel voto, pur riconoscendo che Hichilema dovrebbe aver comunque superato la soglia del 50% necessaria per diventare presidente. Sono stati criticati anche le limitazioni alla libertà di stampa subito prima dell’elezione e il massiccio dispiegamento di militari il 13 agosto. Dal canto loro, molti membri dell’opposizione hanno denunciato intimidazioni, restrizioni e arresti.

Ricorsi impediti
Subito dopo la chiusura dei seggi, le tensioni sono cresciute rapidamente. Mentre le forze di sicurezza hanno effettuato un raid nell’abitazione di Mundubile, un ex ministro – Mutotwe Kafwaya – è rimasto ucciso e 11 membri dell’Nrup sono stati arrestati. Secondo quanto dichiarato dal partito, Mundubile e il suo vice, Makebi Zulu, «si sono rifugiati in una località segreta, sotto protezione di un’organizzazione umanitaria internazionale, a causa delle minacce nei loro confronti». I due si sono poi consegnati alla polizia il 27 agosto, venendo subito accusati di tradimento.
Nel frattempo, Mundubile aveva annunciato l’intenzione di fare ricorso alla Corte suprema per denunciare le frodi elettorali: «I nostri uffici hanno documentato serie irregolarità, inconsistenze e circostanze poco chiare relativamente a conduzione, conteggio, trasmissione e dichiarazione dei risultati». Ma il 24 agosto, l’ultimo giorno utile per presentare i ricorsi, l’amministratore capo della magistratura ha ordinato al personale dei tribunali di non recarsi al lavoro «per motivi di sicurezza». Una mossa chiaramente politica e volta a impedire la presentazione delle richieste dell’opposizione.
Dopo il giuramento, Kapembwa Simbao (ex ministro e presidente di Zambia we want, altro movimento di opposizione) ha dichiarato a Radio France internationale: «Stiamo assistendo alla morte della democrazia in questo Paese». Muhabi Lungu, invece, esponente dell’Nrup, ha detto che l’insediamento di Hichilema è stato «una farsa» e che oltre 300 persone sono detenute dalle forze di polizia.

Denunce internazionali
Critiche al processo elettorale e alla repressione dell’opposizione sono giunte anche da Tigere Chagutah, direttore regionale per l’Africa orientale e meridionale per Amnesty international (Ong per i diritti umani), che ha ricordato: «Le accuse devono essere indagate in modo approfondito e trasparente e chiunque sia detenuto senza prove sufficienti di reati penali deve essere immediatamente rilasciato».
Invece, Volker Turk, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha ricordato che «ogni arresto e i successivi processi devono essere condotti nel rispetto degli standard umanitari internazionali e della legge nazionale zambiana».

Hichilema, tra successi e repressione
Era la settima volta che Hichilema si candidava alla presidenza dello Zambia. Dopo essere stato sconfitto per cinque volte, HH (come lo chiamano i suoi sostenitori) si era imposto nel 2021, prendendo il posto di Edgar Lungu. Proprio durante il mandato di quest’ultimo (2015-2021), Hichilema era stato arrestato e accusato di tradimento, venendo detenuto per quattro mesi in un carcere di massima sicurezza. Rilasciato, anche grazie all’ondata di proteste che si era scatenata in suo favore, è salito al potere in uno dei periodi più duri per il Paese.
Nel 2020, infatti, lo Zambia è diventato il primo Stato al mondo a dichiarare il default (ovvero l’insolvenza) del debito a causa delle ripercussioni economiche della pandemia da Covid-19. Hichilema ha introdotto riforme che hanno ridotto l’inflazione, aumentato le riserve di valuta estera e creato 50mila posti di lavoro pubblici.
Sul piano dei diritti, ha reso gratuita l’educazione primaria e secondaria e abolito la pena di morte.
Ma, secondo la Banca mondiale, il 70% dei 22 milioni di abitanti dello Zambia continua a vivere con meno di tre dollari al giorno e l’economia resta legata a doppio filo al rame, commodity che assicura il 70% delle entrate derivanti dalle esportazioni.
E poi il primo mandato di Hichilema è stato marcato da un crescendo di preoccupazioni su diritti e libertà, con i partiti di opposizione e la società civile che hanno accusato il governo di limitare sempre di più il dissenso. Pratiche che sono esplose definitivamente nelle ultime settimane, con la repressione seguita al voto di agosto.

Aurora Guainazzi

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