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A febbraio, l’Unione europea ha approvato, in materia di asilo politico, le nuove norme sui paesi terzi e paesi di origine sicuri. Norme che violeranno – più di quanto non succeda già ora – il diritto di protezione internazionale di migliaia di persone migranti, considerando sicuri, ad esempio, paesi di origine come l’Egitto, o il Bangladesh, oppure l’Albania come paese terzo nel quale si può deportare i migranti in attesa dello status di rifugiato.
È l’ennesimo passo indietro che il nostro continente, con il nostro Paese in testa, compie sulla tutela dei diritti umani.
Mentre il Parlamento europeo emanava le nuove norme, la fondazione Migrantes – organismo pastorale della Cei, Conferenza episcopale italiana – girava l’Italia per presentare la nona edizione del suo rapporto 2025 sul diritto di asilo. Lo scopo è quello di domandare alle istituzioni italiane, europee e internazionali di intervenire sul fenomeno delle migrazioni con umanità e ragionevolezza.
Pubblicato da Tau edizioni con il sottotitolo «Richiedenti asilo: le speranze recluse», il report mette al centro numeri e statistiche, ma anche analisi approfondite sui molti aspetti legati alla mobilità umana nel nostro tempo a tutte le latitudini.
«Il volume si articola in tre parti – troviamo scritto nella pagina web migrantes.it -: Dal mondo con lo sguardo rivolto all’Europa, con cinque contributi e una scheda; Guardando all’Italia, con altri sei contributi e due schede, e infine un Approfondimento teologico. Ognuna delle due prime parti è corredata di un’ampia sezione di dati statistici, con tabelle, grafici e cartine».
Il focus delle analisi riguarda, come sempre, l’Italia e l’Unione europea, ma in questa edizione, per la prima volta, i curatori hanno voluto approfondire cosa si muove sul tema dell’asilo anche al di là dell’Oceano Atlantico, negli Stati Uniti di Donald Trump.
Si passa, così, dalle pagine che spiegano i motivi per cui 123,2 milioni di persone nel 2024 sono state spinte a lasciare la propria casa e il proprio territorio, a quelle sui sistemi di accoglienza in Italia. Da quelle che raccontano l’odissea di Amadou, un ragazzo del Gambia, tra le pieghe della burocrazia italiana, a quelle sulla crisi della cultura europea. Dalle pagine che raccontano esperienze virtuose come l’accoglienza in famiglia di minori non accompagnati, a quelle che parlano di leggi mai emanate che permetterebbero ai famigliari di conoscere la sorte di parenti scomparsi durante la migrazione.

Veniamo, dunque, a sapere, tra le altre cose, che nel mondo, nel 2025, il numero di persone in fuga è calato di quasi sei milioni rispetto all’anno precedente, ma il calo è dovuto al rientro di molti, spesso non volontario, in paesi non sicuri. Tre rifugiati su quattro si trovano in paesi a basso o medio reddito, quindi non in Europa e nemmeno negli Usa. Gli sfollati climatici nel 2024 erano 46 milioni.
Scopriamo che, mentre nell’Ue le domande di asilo nel 2024 sono calate (-13%; Germania -30%), in Italia si è registrato il massimo storico (quasi 159 mila), e che, nel frattempo, il nostro Pese ha avuto un record di dinieghi: il 64% delle domande di asilo sono state respinte, contro una media europea del 51%.
Leggiamo anche che in Italia, tra le persone beneficiarie di protezione internazionale e temporanea, due su tre vivono in condizioni di povertà relativa.
Riguardo agli Usa, il report della fondazione Migrantes parla di un modello di politica migratoria dell’amministrazione Trump che rischia di porre fine al sistema di asilo. E non risparmia critiche al sistema Ue che erode gradualmente il diritto di asilo. Mentre sottolinea la trasformazione della cooperazione internazionale in Italia, dove l’aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) ha perso la sua funzione originaria di riduzione della povertà nei paesi del Sud globale, e ha assunto un ruolo sempre più legato alle logiche della sicurezza, del controllo migratorio e dell’interesse economico nazionale, ad esempio finanziando la Guardia costiera libica.
«Il Report 2025 – è l’appello lanciato dalla fondazione Migrantes sul suo sito, sul quale si può anche leggere e scaricare una sintesi dei contenuti – invita istituzioni e società civile a ricollocare al centro “diritto internazionale, diritto d’asilo, diplomazia e bene comune”. In un mondo che rischia di normalizzare la crisi e la disumanizzazione, il riconoscimento dell’umanità di chi fugge rimane il fondamento irrinunciabile di ogni democrazia».
Luca Lorusso