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Tra le mie mani, la tua pace

Hai posato il tuo sguardo nel mio,
il tuo cuore sul mio.
Senti chiaro il mio turbamento:
tu te ne vai, e io non so dove.
Dici che viene il Principe di questo mondo,
e io non so come, sotto quale aspetto.
E so che non so vincerlo.

«Non vi lascio orfani», affermi, mentre prendi congedo.
E mi comandi di tenere nel fodero la spada,
nonostante le ingiustizie sui poveri, le armi sugli inermi, il sangue sui nostri figli.

Tornerai, dici. E io non so come attenderti.
E rabbrividisco al suono di una sirena antiaereo,
al ronzio di un drone, al silenzio di ordini digitati su uno schermo.

Mi lasci tra le mani la pace, la tua pace.
E le mie mani tremano: di paura, di odio, rassegnazione.
Mi pare più ragionevole la pace come la dà il mondo:
opporre alla violenza una violenza appena un poco più grande,
alla morte una morte appena un poco più efficace.
È semplicemente l’unica via possibile. Mi sembra.

«Vado a prepararti un posto. Manderò lo Spirito», hai sussurrato.

«Non sia turbato il tuo cuore, non temere.
Te lo dico ora, prima che avvenga, perché quando avverrà, tu creda».

E io ci provo a credere che il Principe di questo mondo
non può nulla contro te, contro me.
Che la violenza non può che generare violenza, e la morte, morte, fintanto che qualcuno non le spezza.

Forse con l’accoglienza che genera accoglienza, con la vita che genera vita.

«Non ti lascio solo», mi dici. «Sarò con te tutti i giorni».

Infine aggiungi, «Alzati ora, andiamo».

E io reggo tra le dita incerte la pace, la tua pace, da restituire al mondo.

Buon cammino disarmato e disarmante
verso la Pasqua,

da amico
Luca Lorusso

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https://amico.rivistamissioniconsolata.it/
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