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Africa. Digitale in espansione

Progressi e difficoltà dell’uso di internet nel continente

Tra il 2019 e il 2024, gli utenti di internet in Africa subsahariana sono cresciuti in modo esponenziale. Complice la pandemia da Covid-19 – che ha stimolato diffusione e utilizzo delle tecnologie digitali – il numero di africani connessi alla rete è aumentato dal 25% al 38%. Ma, nonostante l’incremento considerevole (tra il 2018 e il 2019 la crescita era stata solo dello 0,1%), si tratta comunque di un valore ben al di sotto del 68% mondiale.
Molto resta da fare per rendere internet sempre più accessibile al maggior numero possibile di abitanti del continente. Ma le iniziative non mancano e spaziano per tutta l’Africa.

L’uso di internet
A settembre 2025, l’International telecommunication union (Itu, organizzazione internazionale delle Nazioni Unite che definisce gli standard nel settore delle telecomunicazioni) e l’Unesco (organizzazione Onu per la tutela del patrimonio culturale) hanno rilasciato un report congiunto, The state of broadband in Africa 2025.
Nell’indagine, le due organizzazioni hanno evidenziato una disparità considerevole nell’accesso a internet nel continente. Destinazioni turistiche popolari (come Seychelles e Mauritius) o Paesi a medio-alto reddito (come Sudafrica e Botswana) accedono a internet con livelli paragonabili o addirittura superiori alla media mondiale (68%). In tanti altri Stati invece, l’uso della rete è decisamente inferiore (anche sotto il 10%).

Copertura e segnale
Diversi sono i fattori che possono facilitare o complicare l’uso di internet. Nel 2024, ormai l’88% degli africani viveva in aree coperte da segnale telefonico, ma il 10% della popolazione poteva fare affidamento solo sul 2G e oltre la metà riceveva in 3G. Solo un terzo degli abitanti del continente era raggiunto dal 4G. Le reti 5G, invece, per ora, riguardano solo l’1,2% delle connessioni (anche se si stima che arriveranno al 17% entro il 2030).
A dare le dimensioni di quanto sia complicato portare internet in tutto il continente è il fatto che la maggior parte dei Paesi si affidi a una combinazione di tecnologie. Ad esempio, i cavi sottomarini che collegano diversi Paesi o continenti e sono sempre più diffusi perché rendono più facile ed economico l’accesso alla rete. Oppure gli Internet exchange point che ottimizzano la fornitura di internet e i traffici in una data area. Ma anche la copertura satellitare che per velocità e larghezza di banda è paragonabile al 4G, oltre a essere essenziale per collegare le aree rurali.

Gli investimenti nell’infrastruttura digitale non mancano, ma restano limitati rispetto alle effettive esigenze continentali. Negli ultimi cinque anni, dagli operatori del settore telefonico sono giunti finanziamenti per 28 miliardi di dollari e, tra il 2025 e il 2030, si stima che arriveranno a 62 miliardi. Diversi operatori europei (Orange), statunitensi (Google e Amazon), ma anche cinesi (Huawei) si stanno inserendo nel mercato digitale africano: hanno intenzione di approfittare di un settore che si prospetta in grande crescita (già nel 2023, ha generato il 7,3% del Pil continentale).

Poche competenze e limiti nell’accesso
Ma vivere in un’area raggiunta dal segnale internet non sempre equivale a utilizzarlo. Nel 2023, 710 milioni di africani (il 60% della popolazione) non usavano la rete, pur avendola a disposizione.
Molte erano donne. Infatti, sebbene il numero di donne che usa internet sia in crescita costante (dal 21% al 31%, tra 2019 e 2024), resta inferiore a quello degli uomini (43%). Tra i limiti principali, ci sono la mancanza di competenze digitali, ma anche gli elevati costi di dispositivi – una donna ha il 28% in meno di possibilità di possedere uno smartphone rispetto a un uomo – e accesso alla rete – le donne spendono il 32% in meno in servizi digitali. Per combattere questo gap, molti Paesi stanno investendo in programmi per rafforzare conoscenze e competenze digitali nelle ragazze.
Ma, oltre al divario di genere, c’è anche una profonda differenza tra contesti urbani e rurali. Nel 2024, solo il 23% delle famiglie rurali aveva accesso a internet, a fronte del 57% di quelle urbane. A incidere sono la mancanza di infrastrutture elettriche e il minore interesse delle aziende a investire in progetti digitali in aree considerate marginali.
Tuttavia, è proprio il contesto rurale uno di quelli in cui l’applicazione dell’intelligenza artificiale sta producendo effetti trasformativi, portando, in diversi casi, crescita, innovazione e commercio. Infatti, sono sempre più numerose, in tutto il continente, le app basate sull’intelligenza artificiale, grazie alle quali gli agricoltori ricevono allerte meteo o suggerimenti di irrigazione, individuano preventivamente le malattie, ottengono informazioni di mercato ed entrano in contatto con possibili acquirenti.
Insomma, in Africa, il digitale si fa sempre più strada. Tra ostacoli, difficoltà, ma anche propositività.

Aurora Guainazzi

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