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Italia. Una scuola per costruire la pace

Penny Wirton: l’inclusione attraverso l'insegnamento dell'italiano

Il 14 giugno scorso si è tenuta a Roma l’ottava assemblea nazionale delle 67 scuole Penny Wirton, fra cui era rappresentata, anche la scuola di alfabetizzazione attiva presso il Liceo Porporato di Pinerolo. Quest’anno il tema centrale è stato «La pace», intesa non come concetto astratto ma come relazione tessuta giorno dopo giorno, soprattutto attraverso l’apprendimento della lingua italiana, che diventa sistema di cittadinanza, accoglienza e reti solidali. Durante l’evento, organizzato nel quartiere multietnico di Casal Bertone, sede della Penny Wirton di Roma, si sono alternate testimonianze dei volontari e degli studenti stranieri: voci che raccontano come imparare l’italiano sia il primo passo verso l’inclusione e la dignità. Come ha spiegato uno studente presente all’assemblea: «Alla Penny Wirton ci sentiamo una famiglia», parole che rispecchiano lo spirito che anima tutte le sedi della scuola.


Pace, gesto quotidiano
Come nelle migliori narrazioni di Eraldo Affinati (l’ideatore della scuola), la pace comincia con piccoli atti: un saluto, una lezione uno‑a‑uno, la domanda «come ti chiami?», ripetuta con pazienza e cura. Nelle Penny Wirton – anche a Pinerolo – non ci sono classi, registri o voti, ma relazioni fragili che diventano resilienti. Ogni studente porta con sé una storia unica: chi è analfabeta, chi viene da centri di primo soccorso, richiedenti asilo, donne lavoratrici e laureati alla ricerca di una nuova vita. In particolare la scuola di Pinerolo è stata inserita tra i Punti di Pace riconosciuti dal Sermig, il Servizio missionario giovani di Torino, come esempio vivente di inclusione, accoglienza e cittadinanza attiva.


Il Cammino della Pace
Il tema di quest’anno, oltre ad essere significativo per il momento storico politico che stiamo attraversando, rappresenta la sintesi conclusiva di una coinvolgente iniziativa simbolica: tra il 4 e il 14 maggio 2025, Eraldo Affinati ha guidato un vero e proprio Cammino della Pace lungo la via Francigena, da Milano a Roma, raccogliendo parole di speranza da studenti e volontari delle diverse scuole Penny Wirton, poi consegnate in piazza San Pietro al Papa: si tratta di una lettera che idealmente si rivolge anche ai potenti della Terra, nel segno di una pace concreta e possibile. La tappa romana si è intrecciata poi con l’ottava assemblea nazionale del 14 giugno: due momenti che hanno consolidato l’idea di una scuola fatta di relazioni e speranza.
A documentare questo viaggio è «Nessun’altra frontiera», un film documentario che andato in onda su Tv2000 e disponibile sull’app Play 2000. Su quest’avventura, Affinati ha pubblicato otto intensi articoli sul quotidiano Avvenire, disponibili online, che danno voce alle esperienze vissute lungo il cammino.

Insegnamento tra pari alla scuola Penny Wirton di Pinerolo (Foto E. Sartori).


Dal cuore del progetto
Per me l’esperienza di volontariato di questi sei anni è prima di tutto relazione umana. Vedere uno studente straniero che impara a dire «Mi chiamo» in italiano è un segno di rinascita che apre alla cittadinanza. E sapere che quel gesto è ascoltato, accolto, legittimato è davvero costruire pace. In particolare a Roma, in mezzo a quella comunità così eterogenea e solidale di voci e vite che si incrociano, abbiamo capito ancora una volta che la Penny Wirton non è solo una scuola. È un laboratorio di società. Un circuito affettivo dove nessuno viene lasciato solo. Dove l’italiano non è solo una lingua da imparare, ma un modo per raccontarsi, per inserirsi, per ripartire. Qui ho portato la voce di Pinerolo, le esperienze della nostra scuola, i volti di migranti e volontari che ogni settimana si mettono in gioco. E sono tornata con la consapevolezza che il nostro piccolo lavoro quotidiano è parte di qualcosa di più grande: un movimento solidale, tenace e resistente che oppone alla chiusura la fiducia, alla diffidenza la relazione, al pregiudizio la conoscenza. In conclusione ci siamo detti che la pace non è assenza di guerra. È presenza di giustizia, di parole vere, di sguardi che non si abbassano. E comincia da noi.
Questa scuola, nata al Liceo Porporato nel 2018 su ispirazione di Eraldo Affinati e Anna Luce Lenzi e con il contributo di volontari e istituzioni locali, si è confermata come laboratorio sociale concreto. Nell’anno scolastico 2024-2025 ha raddoppiato le sedi: una al liceo, un’altra alla Stazione di Posta, per raggiungere persone in condizioni di marginalità e di fragilità economica e sociale.
Nel solco dell’esperienza narrata da Affinati e Lenzi, e come evidenziato in I Quaderni della Penny Wirton, la scuola di Pinerolo incarna i tre principi fondamentali: gratuità, apoliticità e aconfessionalità, inserendo l’apprendimento dell’italiano in un contesto relazionale che valorizza la persona prima della grammatica. Il Cammino della Pace e l’assemblea nazionale sottolineano che l’italiano insegnato nella Penny Wirton è un ponte, non un muro: un ponte verso un lavoro dignitoso, relazioni solidali e autentiche, cittadinanza consapevole e speranza in un futuro di umanità fraterna.

Elisa Sartori

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