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Non tutto di questo brano evangelico è immediatamente comprensibile a una persona del XXI secolo. Un fatto però è certo: "tutto è pronto". Il Regno dei cieli non lo inventiamo noi, c'è già e ci viene incontro. È un banchetto, una condizione di gioia piena e abbondante per tutti, una festa continua per celebrare l'amore. Basterebbe questo ad orientare il nostro cuore: mi sento chiamato a questo banchetto? Accetto l'invito? Cerco di diffondere questo clima di festa e di gioia intorno a me?
Maria assunta in cielo è veramente la stella dell'evangelizzazione. La sua è una maternità nella fede, che si estende a tutti i popoli e a tutti i tempi. Quanti cuori si aprono grazie a lei! In lei è la nostra povera umanità ad essere elevata, assunta pienamente nell'amore. Per questo guardiamo a lei con piena fiducia di essere introdotti sempre e di nuovo nella vita di Dio, che fa fiorire il seme di eternità che ci portiamo dentro. Il suo ruolo è fondamentale e la gente lo coglie spontaneamente.
Il perdono offerto agli altri è una grazia che fiorisce dentro quando si è sperimentato l'amore incondizionato di Dio nei nostri confronti. Diversamente è quasi impossibile. La Beata Sr. Leonella Sgorbati, missionaria della Consolata, fu uccisa nel 2006 nella Somalia lacerata dal fondamentalismo; le sue ultime parole furono: "Perdono, perdono, perdono". Leggendo il suo diario si percepisce che la sua esperienza dell'amore di Dio l'aveva trasfigurata, fino alla consegna totale di sé per il Regno.
La mormorazione contro la "pretesa" di Gesù nella sinagoga di Cafarnao continua nei nostri dubbi davanti all'eucaristia: ma com'è possibile che quel pane...? Non era più facile per i contemporanei di Gesù rispetto a noi, c'è sempre di mezzo lo spazio della nostra libertà. L'attrazione che il Padre esercita su ciascuno di noi rispetta sempre i nostri tempi. L'eucaristia attrae, silenziosamente. Ogni giorno è un'occasione unica per (ri)scoprirne il senso e così entrare nella beatitudine della fede.