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L'inizio della quaresima corrisponde quasi sempre in Mongolia ai giorni festosi del capodanno lunare. È il "mese bianco", che ci ricorda come tutto deve tornare alla purezza delle origini, i debiti devono essere saldati, s'inizia un anno nuovo. Il lungo e spietato inverno è al giro di boa, c'è ancora speranza. Un'immagine molto bella del rinnovamento a cui tende questo sacro tempo verso la Pasqua. Non le facce lunghe del fariseismo, ma la gioia discreta anche nel digiuno, per convertirci alla vita.
Oggi la chiesa celebra il Beato Giuseppe Allamano. Un uomo rapito dalla bellezza di Dio, che a inizio 900, dalla penombra del santuario mariano più caro ai Torinesi, ha saputo raggiungere gli estremi confini, attraverso i suoi missionari e le sue missionarie. Un'unica famiglia che lo Spirito ha generato nella Chiesa servendosi di lui, innamorato dell'eucaristia e della Vergine Maria, che ci ha consegnato come pilastri della nostra azione missionaria.
Gesù sceglie luoghi deserti, per non farsi acclamare come santone guaritore. La sua è una missione più grande. Eppure da questo miracolo del lebbroso purificato abbiamo uno squarcio sul cuore di Dio: "lo voglio, sii purificato!". La volontà di Dio è sempre salvifica, stabile il suo desiderio di guarirci, di rimetterci in piedi. Questo è il cuore di Dio verso ciascuno dei suoi figli. Le sue viscere di misericordia sussultano al nostro dolore, che lui stesso ha assunto su di sé.
Maria è presente al primo dei segni compiuti da Gesù e all'ultimo, il sommo, quello della croce. Sentiamoci abbracciati dalla Madre di Dio. In Mongolia c'è una particolare venerazione per la mamma. Buona parte del lirismo tradizionale è dedicato a lei. In una cultura nomadica, abituata agli spostamenti e ai cambi, la mamma rappresenta il punto fisso, ciò che non muta anche se tutto attorno le cose passano. Nella storia Maria sceglie i piccoli, come a Lourdes, per riportarci all'essenziale.
La città radunata alla porta di Simone è immagine dell'umanità che attende Cristo. Ma lui non è un taumaturgo che cerca bagni di folla; dove passa risana, senza però fermarsi al miracolo, che per lui è un segno, non il fine. Tramite la sua parola possiamo anche noi far esperienza di questa guarigione. Magari non cambierà quella situazione di ristrettezza e dolore da cui vorremmo uscire, ma saremo cambiati noi e riusciremo ad affrontarla.