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Mozambico – Cantare la fede

La versione del libro dei Salmi in lingua macua
costituisce un importante contributo all’inculturazione
della fede in una delle più popolose etnie del Mozambico. Un lavoro che supera la semplice traduzione, per diventare un’autentica fusione tra messaggio biblico e cultura locale.

D a oltre cinque anni condivido la sfida dell’evangelizzazione che i missionari della Consolata stanno affrontando nel Niassa, nel nord del Mozambico, per esprimere e trasmettere il vangelo con metodi e linguaggi comprensibili alla cultura ed esperienza umana del popolo macua. Si tratta di una evangelizzazione inculturata che abbraccia vari settori dell’attività missionaria: modo di apprendere la fede (catechesi), di pregare (liturgia), di vivere quotidianamente il vangelo (spiritualità) e di organizzare l’apostolato (pastorale).
Fin dal primo arrivo nel Niassa sono rimasto impressionato dal desiderio dei cristiani di «tenere» nelle proprie mani la parola di Dio e dall’interpretazione creativa che ne fanno. Per soddisfare questa sete, padre Giuseppe Frizzi sta lavorando da molti anni alla traduzione della bibbia e libri liturgici in lingua macua-scirima. Una mole di lavoro che egli porta avanti con ottimi risultati, grazie alla sua preparazione biblica, alla profonda conoscenza della lingua e cultura locale e alla preziosa collaborazione di vari animatori di comunità. Tale traduzione è guidata da una duplice preoccupazione: fedeltà al testo originale e sforzo di rivestire e trasmettere il messaggio biblico con gli elementi linguistici e culturali della gente.
Dopo la pubblicazione del Nuovo Testamento (Watana wa Nanano) nel 1998, in questi mesi ha visto la luce il Libro dei salmi (Masalmu. Eyinlo y’Ekristu). Intanto continua la traduzione degli altri libri dell’Antico Testamento, in modo da riuscire presto a pubblicare una edizione completa della bibbia in lingua macua.
Per quanto riguarda il libro dei salmi, non si tratta di una semplice traduzione del testo sacro, ma di una edizione a uso liturgico. Già da molti anni, infatti, le comunità del Niassa pregano con i salmi. Con questa nuova pubblicazione si è voluto mettere nelle mani dei cristiani di lingua macua-scirima uno strumento di preghiera e formazione personale e comunitaria, da usare in famiglia e nei vari raduni e incontri parrocchiali.
«È un prezioso contributo per la celebrazione dei 500 anni del primo annuncio del vangelo in Mozambico – afferma mons. Luís Ferreira da Silva, vescovo di Lichinga, nella prefazione del libro – e un nuovo strumento per cantare la lode di Dio nel grande giubileo dei 2000 anni dalla nascita di Cristo».

T enendo presente lo scopo e la destinazione del libro, sono stati introdotti speciali accorgimenti redazionali, che accompagnano ogni salmo: introduzione, illustrazione, citazioni bibliche, proverbi macua, ritoelli, proposte di canti e preghiera finale. Un indice speciale suddivide i salmi per temi e per settimane, secondo la struttura della liturgia delle ore.
Nella breve sintesi introduttiva viene presentato il tema del salmo e i suoi addentellati con il Nuovo Testamento, soprattutto con la persona e la missione di Cristo. Le citazioni bibliche ne permettono l’approfondimento. La preghiera finale aiuta a trasformare l’incontro con la parola di Dio in comunione e contemplazione.

N ovità assoluta di tale edizione: accanto a ogni salmo sono riportati vari proverbi macua, sempre in sintonia con il tema. «I proverbi – afferma padre Frizzi – sono “semi del Verbo”, “riflessi della Verità eterna” che illuminano i macua nel loro cammino verso Dio. Essi contengono tutta la sapienza di questo popolo e ne manifestano la profondità della ricchezza culturale, morale e religiosa, spaziando dalla pratica del diritto all’amore e alla verità, dallo spirito di generosità all’attenzione per il prossimo, dalla serenità nelle difficoltà all’aiuto reciproco, dalla fede in Dio nelle avversità alla speranza nella sua giustizia incorruttibile. La gente si serve dei proverbi per sottolineare e rafforzare il proprio pensiero e la propria presa di posizione».
Fin dall’inizio del suo lavoro nel Niassa, padre Frizzi, insieme a un’équipe di collaboratori, ha raccolto e catalogato migliaia di proverbi macua, mettendo insieme un materiale etnografico vasto e di grande valore. E conoscendone il potere pedagogico, padre Giuseppe li usa abbondantemente nella predicazione e nella catechesi. Per questo, ogni salmo è accompagnato da quattro o cinque proverbi, che aiutano il lettore a comprendere e ricordare il messaggio del salmo.

L a traduzione dei salmi rispetta con estrema fedeltà il testo ebraico. È evidente, tuttavia, il grande sforzo di far convivere due mondi in un legame concreto: quello biblico, già palese nella cultura macua, e quello locale, già incluso nel mondo biblico, grazie a somiglianze di idee, concetti ed espressioni verbali.
La traduzione della parola di Dio è la prima tappa del processo di inculturazione del messaggio evangelico in una determinata cultura. Ma non basta la versione letterale del testo in un’altra lingua; occorre tradurlo nella rispettiva cultura, attraverso un’operazione linguistica, interpretativa e di comunicazione, per far sì che il Verbo si reincai nella nuova cultura. Avviene così un processo di scambio reciproco tra la parola di Dio e la lingua-cultura che la riceve. La parola di Dio rimane sempre la stessa, ma acquisisce connotazioni nuove e si apre a prospettive simboliche legate alla cultura.
Il lavoro di padre Frizzi per tradurre e inculturare i salmi è stato facilitata dal fatto che queste composizioni sacre, sia nella struttura letteraria sia nei contenuti concettuali, presentano molte analogie con la cultura macua: immagini e simbolismo espressivo, caratteri propri della trasmissione orale, riferimento alla tradizione degli antenati, legami di parentela, unità tra sacro e profano, concezione di Dio creatore, trascendente, onnipresente, misericordioso.

I l canto religioso è uno degli strumenti di evangelizzazione più semplici ed efficaci nelle comunità cristiane del Niassa. Per questo a ogni salmo vengono suggeriti dei canti popolari in sintonia con il testo sacro, che aiutino ad approfondire il messaggio di Dio e rispondere a lui con la gioia del cuore.
Tali canti sono contenuti nel libro di preghiere (Mavekelo ni itxipo) che padre Frizzi ha compilato e pubblicato vari anni fa. Esso contiene 741 inni, composti dalle comunità cristiane del luogo, ispirati alla bibbia e alla vita quotidiana, che costituiscono un compendio di teologia informale.
Quasi un catechismo cantato e ritmato, in piena sintonia con la metodologia pedagogica e comunicativa tradizionale macua.

I nfine ogni salmo è corredato da un disegno, opera di artisti locali, che ne ripresenta e illustra visivamente il contenuto.
È una tradizione affermatasi dappertutto accompagnare le pubblicazioni catechetiche e liturgiche con disegni e immagini. Spesso si ricorre a materiale importato. Le pubblicazioni del Nuovo Testamento e del Libro dei salmi in lingua macua sono corredate da centinaia di disegni di João Torchio, Luís Prisciliano e Ivandro Artur, artisti della scuola d’arte di Maua-Nipepe. Anche questa è una novità scaturita dall’iniziativa di padre Frizzi.
Lo studio della letteratura orale macua-scirima lo ha spinto a interessarsi di altri aspetti complementari di questa cultura, come pittura, scultura e musica. È sorta così la scuola d’arte di Maua-Nipepe, dove si stanno facendo interessanti esperienze in questo settore. La decorazione dei luoghi di culto, per esempio, ha adottato motivi macua per rappresentare i misteri cristiani. Tale scelta non risponde solo a necessità di carattere didattico e catechetico, ma a una teologia dell’incarnazione.
Le illustrazioni e disegni che accompagnano i singoli salmi, oltre a essere un commento visivo al testo biblico e una «lettura biblica visualizzata», rappresentano uno strumento con cui lo Spirito rivela il suo messaggio di vita e di bellezza, adattandosi al genio della cultura macua. E il popolo ne è fiero.

Rogerio Alarcon