Dopo il fiasco di Seatte

Spettabile redazione, ho letto su Missioni Consolata di ottobre/novembre gli aggioamenti sul Millenium Round. Ne ho parlato con alcuni amici, che come me seguono con preoccupazione la vicenda: ci siamo chiesti se in Italia esiste un cornordinamento per la mobilitazione contro il negoziato. Esiste qualche documento comune da sottoscrivere, per non disperdersi troppo in iniziative particolari?

Il Millenium Round ha avuto luogo a Seattle (USA) dal 30 novembre al 3 dicembre 1999. Ed è stato un fiasco. Ecco alcuni problemi irrisolti.
Agricoltura: lo scontro si è concentrato sui sussidi della Commissione di Bruxelles ai prodotti dell’Unione Europea; gli Stati Uniti e i paesi in via di sviluppo vorrebbero abolirli, perché rendono meno competitivi i propri prodotti agricoli. Lavoro: gli Stati Uniti vorrebbero fissare standard mondiali per i diritti dei lavoratori; i paesi nel sud del mondo li bocciano, perché alzano il costo della manodopera e frenano le esportazioni. Biotecnologie: sono sponsorizzate dagli Stati Uniti, ma respinte dai paesi in via di sviluppo, che temono il tracollo della propria agricoltura.
Il terzo mondo e numerosi movimenti hanno contestato l’operato dell’Organizzazione mondiale del Commercio (WTO), che nella globalizzazione economica penalizza soprattutto i paesi poveri. È immorale e scandaloso che il reddito di tre individui nel nord del mondo sia pari a quello di 600 milioni di persone nel sud.
Prima del Vertice di Seattle, è nata la «Rete lillipuziana». Ne abbiamo parlato nell’editoriale di gennaio. Nella Rete sono entrate tante associazioni (anche se modeste), per essere più influenti e lottare insieme contro le schiavitù della globalizzazione.
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Piermario Pertusio