Premio giornalistico Carlo Urbani
Lo spirito del Premio:
Carlo Urbani teneva una rubrica medica sul mensile «Missioni Consolata», rivista fondata nel 1899. Si intitolava «Come sta Fatou? In viaggio tra malattie e sottosviluppo».
«In questa rubrica - scriveva Carlo nell’introduzione (gennaio 1999) -, attraverso brevi resoconti di giornate di lavoro in alcuni paesi tropicali, ci racconteremo qualcosa che riguarda la salute, o meglio l’assenza di salute, in questo mondo dei più sfortunati, dove povertà e malattia si generano a vicenda».
Per ricordare l’attività pubblicistica di Carlo Urbani, si è pensato di istituire un premio annuale che combini la professione di medico con quella di giornalista.
I partecipanti al «Premio giornalistico dottor Carlo Urbani» dovranno pertanto cimentarsi in articoli divulgativi (cioè comprensibili da parte di tutti) su tematiche sanitarie riferite a paesi o situazioni del Sud del mondo. Saranno privilegiati gli scritti sulle patologie relative a malaria, Aids e malattie tropicali. Gli articoli, della lunghezza di circa 12.000-18.000 battute, dovranno essere originali e in linea con la vocazione e filosofia del dottor Carlo Urbani .
Una giuria, composta da medici e giornalisti, sceglierà i 2 migliori elaborati, nonché tutti i lavori suscettibili di pubblicazione.

LA PRIMA EDIZIONE
La Rivista «Missioni Consolata» ha il piacere di annunciare
i VINCITORI della prima edizione
del «Premio giornalistico dottor Carlo Urbani»

Dopo un difficile lavoro di valutazione, i sei membri della giuria del «Premio giornalistico dottor Carlo Urbani» hanno scelto i due vincitori della prima edizione. Si tratta di:
• dottor Nando Campanella (Ancona) con la votazione complessiva di 51,8; il dottor Campanella ha presentato un lavoro sulla Sars ed ambientato nella Cina popolare (provincia dello Sichuan);
• dottoressa Chiara Montaldo (Genova), con la votazione complessiva di 48,5; la dottoressa Montaldo ha presentato un lavoro sulla malaria ed ambientato in Congo Brazzaville.
Nel ringraziare tutti i partecipanti, i sei membri della giuria sottolineano l’ottimo livello dei lavori pervenuti. E la conseguente notevole difficoltà ad esprimere una valutazione e stilare una «classifica».