DAL 1899 L’UMANITÀ IN PRIMA PAGINA

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Vivere perDONO

In preparazione, il secondo Festival della Missione,
in programma a Milano dal 29 settembre al 2 ottobre 2022, all’insegna del

Vivere perDONO

Consapevoli della complessità del tempo che stiamo vivendo, crediamo sia maturo il momento per seminare quell’«immaginazione creativa» e quell’«audacia missionaria» tante volte evocata da papa Francesco: «Questo è il tempo propizio per trovare il coraggio di una nuova immaginazione del possibile, con il realismo che solo il Vangelo ci può offrire».

Per questo siamo ragionevolmente convinti di non dover «abbassare la guardia», lasciandoci abbattere o fossilizzare dalla pandemia, ma scegliamo di vivere il Festival della missione (FdM) come un’opportunità propizia per «riprendere fiato», per «dare voce», per «gridare sui tetti» che Dio è sempre con noi, che ci accompagna nella storia, che custodisce le sue creature e i suoi «messaggeri del Vangelo» e che ama tutti i popoli indistintamente, essendo loro «più preziosi della pupilla del suo occhio».

Per questo ci rimettiamo in movimento e ci affidiamo allo Spirito che, come diceva l’amato cardinal Martini, «arriva prima di noi, lavora più di noi e meglio di noi. A noi non tocca né seminarlo, né svegliarlo, ma anzitutto riconoscerlo, accoglierlo, assecondarlo e seguirlo».

Questa iniziativa vorrebbe diventare uno «spazio di vita» in cui offrire tempi di riflessione e di coinvolgimento attorno agli sviluppi futuri della missione (evangelizzazione e promozione umana) e al ruolo delle nostre missionarie e dei nostri missionari italiani all’estero, più di 5mila, oggi più che mai protagonisti nella cooperazione internazionale del nostro paese.

 

Il logo scelto per il FdM (realizzato da Raffaele Quadri) ha al centro un gomitolo con i suoi fili colorati che si srotolano dal basso. La sua forma a sfera richiama alla mente il nostro mondo. A definirlo però non sono i contorni delle nazioni, ma i colori «fondamentali» dei continenti. Il gomitolo, con suoi fili, richiama anche altre «idee di fondo». Infatti il mondo reale oggi:

  • supera decisamente i confini politici territoriali in cui i popoli si riconoscono;
  • è essenzialmente interconnesso e interdipendente;
  • è palesemente plurale e cosmico.

Ed è molto di più rispetto a quello che possiamo effettivamente dire per definirlo o per contenerlo.

Nel logo, la missione, è simbolicamente e indissolubilmente legata al destino del mondo, soprattutto di chi, nelle nostre realtà, viene scartato e costretto all’«invisibilità». Ecco il perché dello srotolarsi dal basso, facendo partire i nostri sguardi dal Sud e dalle periferie della storia.

La missione svolge sempre un ruolo di svelamento (ben simboleggiato dallo srotolarsi del gomitolo) continuo e mai completo, perché sempre in cammino al passo con l’umanità.

 

Il FdM vorrebbe offrirsi a tutti come momento di incontro e di confronto, nel tentativo di raggiungere una maggiore comprensione di sé stessi, di noi e del presente, condividendo la speranza che batte nel cuore, negli sguardi e in quella vita resa più umana da uomini e donne, missionari e missionarie che hanno il coraggio di essere «noi».

Ci saranno avvenimenti pre festival e post festival.

Ufficio stampa FdM

Per informazioni:

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