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Guardare le cose da dentro

Un cantante italiano, diciannove nuovi cristiani asiatici

La pieve della fraternità di Romena frequentata da Simone Cristicchi https://www.flickr.com/photos - © Enrico Pighetti

testo di Chiara Brivio |


La fragilità umana nelle canzoni di un artista, l’esperienza della conversione al cristianesimo da altre tradizioni millenarie. I temi dei due libri di questo mese sono diversi tra loro, ma uniti dalla narrazione interiore ed esistenziale di persone singolari che condividono la loro esperienza.

Abbi cura di me

«Abbi cura di me» è un libro profondo, una «biografia spirituale» del poliedrico artista Simone Cristicchi, balzato alla ribalta per la sua vittoria a Sanremo nel 2009 con la canzone Ti regalerò una rosa, dedicata ai «matti».

Il volume, scritto con il giornalista Massimo Orlandi e uscito per le edizioni San Paolo, è un grande viaggio nella vicenda artistica, umana e spirituale del cantautore romano. Dalle sue pagine emerge un uomo inquieto, curioso, impegnato soprattutto a indagare le profondità della fragilità umana.

Il libro segue il tortuoso percorso dell’artista dall’adolescenza al primo Sanremo, i periodi di crisi e quelli di intensa produzione creativa (gli esordi nel fumetto, il cantautorato e, oggi, gli spettacoli teatrali di successo), fino alla creazione di una famiglia e al suo ritorno alla kermesse canora nel 2019.

Fil rouge di tutto il percorso artistico di Cristicchi è il suo rifiuto di piegarsi alle logiche commerciali del mercato discografico, e la sua volontà di mantenere la propria libertà artistica, un fatto quasi paradossale se si pensa che fu proprio la canzone su Biagio Antonacci – un’amara riflessione sul mondo della musica che tende a trasformare tutto in «tormentoni estivi» – a renderlo famoso.

Massimo Orlandi, già autore, alcuni anni fa, di una biografia su Gino Girolomoni (La terra è la mia preghiera. Vita di Gino Girolomoni, padre del biologico, Emi, 2014) e legato da una personale amicizia con l’artista maturata alla Fraternità di Romena, compone un testo fluido e scorrevole con uno stile quasi lirico che ben si addice al contenuto.

Lo scopo del volume non è quello di essere il mero racconto della vita del cantante, né di celebrarne i successi, ma di portare alla luce la sua profonda ispirazione spirituale e umana.

Emergono dalle pagine aspetti poco conosciuti della vita del cantante. Questi mostrano che la sua attenzione ai reietti della società, ai dimenticati dalla storia, ai profeti incompresi, non è unpretestuoso escamotage, ma invece una necessità primaria del suo cammino artistico – «ciò che gli interessa è l’uomo», scrive Orlandi -.

Così i matti, un eretico del Medioevo, il coro dei minatori della Maremma o gli esuli della città di Fiume, solo per citare alcuni antieroi di Cristicchi, diventano gli strumenti attraverso i quali il cantautore dona «voce a chi non ce l’ha», in un intento, se non dichiaratamente evangelico, sicuramente umano.

Il pregio migliore di Abbi cura di me – il cui titolo, oltre a riprendere la canzone che Cristicchi ha portato a Sanremo lo scorso anno, dà il nome alla recente raccolta dei suoi maggiori successi -, sta proprio nell’aver voluto far emergere le fragilità dell’artista, le sue difficoltà e i suoi dissidi interiori, che forse sono proprio la chiave del suo successo e della sua capacità di «rivolgersi in modo diverso a ogni unicità».


Dal silenzio una voce

Tiziano Tosolini è un missionario saveriano che da più di vent’anni vive in Giappone. Autore di numerosi saggi, esperto di filosofia orientale, è direttore del Centro studi asiatico di Osaka, istituto fondato dalla sua congregazione nel 1999, a seguito della pubblicazione dell’esortazione Ecclesia in Asia, che si occupa dello studio dei fenomeni sociologici e religiosi nel continente asiatico.

Il suo ultimo libro Dal silenzio una voce. Esperienze di conversione nell’Asia di oggi, pubblicato da Emi in occasione del viaggio di papa Francesco in Thailandia e Giappone lo scorso autunno, raccoglie diciannove storie di conversione da cinque paesi dell’Asia, e dalle più importanti tradizioni religiose dell’Oriente: buddhismo, shintoismo, induismo, islam.

Le testimonianze, raccolte dai missionari saveriani in Taiwan, Indonesia, Bangladesh, Giappone e Thailandia, si contraddistinguono sia per la varietà di condizione delle persone coinvolte, sia per la diversità dei modi nei quali ciascuna ha scoperto la fede, sia per l’impatto che la conversione ha avuto sulla loro vita quotidiana.

L’accostamento di storie di banchieri, diplomatici e insegnanti da una parte, con quelle di «scapestrati» e, soprattutto dei «fuoricasta» (Dalit) dall’altra, dà una certa dinamicità al libro, soprattutto perché l’autore affida ai testimoni stessi le redini della narrazione, lasciando che la loro neonata fede emerga attraverso la spontaneità delle loro parole.

S’incontrano così storie di disarmante semplicità – «Mi sono allontanato dalle mascalzonate e dalla cattiveria. Rifiutavo ormai le vecchie abitudini. Alla fine, hanno capito che era stata la mano di Gesù a cambiarmi e a farmi diventare un altro» -, e di grande profondità: «Questo è ciò che ritengo davvero incredibile e meraviglioso: servire i poveri è servire Dio! E questo è ciò che mi rende libero».

Il volume porta la prefazione del cardinale Gokim Tagle di Manila, recentemente nominato da papa Francesco prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione dei popoli, il quale sottolinea quanto «l’approdo al battesimo non significa il rifiuto sprezzante né l’abiura violenta del proprio passato religioso». Piuttosto, la conversione lascia aperta la porta alla valorizzazione dell’eredità spirituale di ciascuno, sempre nella «gioia», sottolinea il porporato, che il Vangelo porta nella vita delle persone.

Questo di Tosolini è un libro semplice nella sua stesura, che racconta di contesti e tradizioni lontane da quelle europee, e che narra della silenziosa, ma altrettanto preziosa, presenza della Chiesa cattolica in Asia.

Tiziano Tosolini presenta il suo libro alle serate di testimonianza missionaria all’Oasi dell’OMG (© AfMC/Gigi Anataloni)