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Viaggio nella disabilità

«Io non posso fare come te», viaggio nella disabilità (prima puntata)

Rosanna Novara Topino

È questo il nome di una legge approvata dal parlamento italiano lo scorso 14 giugno. Parla di assistenza alle persone con disabilità grave prive di
sostegno familiare. Una norma importante, una norma di civiltà, che ora passa alla (difficile) prova dei fatti.

Che succederà dopo di noi? Questa è da sempre la domanda che si pongono i genitori di figli portatori di handicap gravemente invalidanti. Per cercare di dare una risposta a queste famiglie, il 14 giugno 2016 la Camera ha approvato in via definitiva – con 312 voti a favore, 64 contrari e 26 astenuti – la legge n° 2.232, «Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare», detta anche legge «Dopo di noi». Questa norma fa seguito alla n° 104 del 1992, che per prima iniziò a occuparsi della nozione di «disabile grave», cioè delle situazioni dei soggetti che a causa di una minorazione, singola o plurima, abbiano una ridotta autonomia personale, anche correlata all’età, e abbiano quindi bisogno di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale. Successivamente, nel 1998, con la legge n° 162 furono elaborati programmi di aiuto ai disabili presso comuni, regioni ed enti locali, ma fino alla legge promulgata quest’anno non era ancora stato preso alcun particolare provvedimento per quei disabili a cui viene a mancare il sostegno familiare.

Con la Dopo di noi, lo stato ha stabilito la creazione di un fondo per l’assistenza e il sostegno ai disabili privi di aiuto familiare e sgravi fiscali per privati, enti e associazioni che stanzieranno risorse per la loro tutela. Il fondo è compartecipato da regioni, enti locali e organismi del terzo settore e avrà una dotazione triennale così ripartita: 90 milioni di euro per il 2016, 38,3 milioni per il 2017 e 56,1 milioni per il 2018.

I requisiti di accesso al fondo sono individuati dal ministero del Lavoro e le regioni definiscono i criteri per l’erogazione dei finanziamenti, la verifica dell’attuazione delle attività svolte e le ipotesi di revoca dei finanziamenti.

Questa legge dovrebbe garantire la massima autonomia e indipendenza possibili alle persone disabili, permettendo loro di vivere nelle proprie case o in strutture gestite da associazioni, cioè case-famiglia o comunità, in modo da evitare il ricorso all’assistenza sanitaria. Le tutele sono estese anche ai soggetti disabili che, pur avendo ancora i genitori in vita, non possono fruire del loro sostegno.

Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali previste dalla legge Dopo di noi, ci sono sia detrazioni sulle spese relative a polizze assicurative e contratti a tutela dei disabili gravi, sia esenzioni e sgravi sui trasferimenti di beni dopo la morte dei familiari, costituzione di trust (affidamento fiduciario istituito a favore di persona con disabilità grave accertata) e altri mezzi di protezione legale. In pratica dal 1 gennaio 2017 per le polizze sul rischio di morte finalizzato alla tutela delle persone con disabilità grave accertata, l’importo scaricabile passa da 530 euro (come era previsto in un aggioamento dell’art. 15 della legge n° 917 del 22 dicembre 1986) a 750 euro. Inoltre la legge prevede significative agevolazioni fiscali, come l’esenzione dall’imposta di successione e donazione, in caso di trasferimento di beni a titolo gratuito o mediante trust. Per non pagare queste imposte bisogna dimostrare che ogni trasferimento di beni ha come finalità l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza delle persone con disabilità. Per quanto riguarda la casa, è inoltre prevista l’esenzione delle imposte di registro, ipotecarie e catastali in misura fissa, la riduzione di aliquote e di franchigie e l’esenzione per l’imposta municipale sugli immobili. Inoltre sono esenti dal pagamento del bollo le erogazioni liberali, le donazioni e gli altri atti a titolo gratuito effettuati da privati. Essi potranno essere deducibili nella misura massima del 20% del reddito imponibile e fino a 100.000 euro annui.

Secondo coloro che l’hanno votata, questa nuova legge permette di evitare l’isolamento dei disabili e il ricorso automatico all’ospedalizzazione per i non autosufficienti privi di sostegno familiare. Secondo chi ha dato parere sfavorevole, invece, la Dopo di noi crea pericolose disparità tra chi può permettersi di lasciare fondi in gestione ad altri per le cure ai figli invalidi dopo la propria dipartita e chi invece non può permetterselo e deve contare esclusivamente sull’assistenza pubblica. Il Coordinamento nazionale famiglie disabili (www.famigliedisabili.org) la definisce una legge per i ricchi. Secondo gli oppositori, come il Movimento 5 Stelle, questa legge favorisce moltissimo le assicurazioni private.

Inoltre, per quanto riguarda il fondo di assistenza, per il triennio 2016-2018 sono stati stanziati 184,4 milioni di euro, ma buona parte di queste risorse è destinata a finanziare le detrazioni delle spese sostenute per le polizze assicurative o per costituire i trust per la tutela dei disabili. Di fatto resta ben poco per le prestazioni sociali a favore dei disabili.

Qualche miglioramento al testo originale del disegno di legge è stato fatto con gli emendamenti passati in senato, grazie ai quali è stato introdotto il rispetto della volontà del disabile o dei genitori, circoscrivendo in tal modo l’eventualità di ricovero in strutture specializzate soltanto a casi estremi. E ciò per evitare il rischio che i soggetti più deboli siano rinchiusi con troppa facilità in qualche istituto.

Rosanna Novara Topino
(fine prima puntata- continua)

Rosanna Novara Topino