DAL 1899 L’UMANITÀ IN PRIMA PAGINA

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Voce allo spirito

Incontro con il capo supremo del Vodù
«Siamo spirito e tendiamo all’eccellenza. Perché siamo una
piccola particella di Dio». Il capo della religione più temuta della storia, ma
anche malintesa e bistrattata, si racconta. Lui, uno scienziato della Sorbona,
è da 40 anni anche sacerdote vodù. Con sorrisi e gentilezza ci racconta le sue ultime
battaglie, contro persecuzioni e calunnie, per dare alla religione degli
haitiani il posto che le spetta.

Un cartello segnala casa sua, il Péristyle de Mariani, ovvero il
tempio vodù (anche detto hounfor) di Mariani, cittadina nei sobborghi Sud di Port-au-Prince. Qui,
Max Gesner Beauvoir ha fondato nel 1974 un luogo di culto della religione vodù,
tuttora molto attivo.

Classe
1939, ingegnere chimico, ha studiato a New York per poi specializzarsi in
biochimica con un dottorato alla Sorbona a Parigi. Ha lavorato a lungo negli
Usa, specializzandosi sui poteri curativi delle piante, ottenendo anche un
brevetto. Ma la sua vita cambia nel 1973, quando, sul letto di morte, il nonno,
famoso sacerdote vodù, lo indica come suo successore.

Max Beauvoir diventa un hougan (sacerdote), e ben
presto strenuo difensore della religione vodù i cui adepti sono da sempre
perseguitati. Nel 2005 nasce l’idea di fondare la Federazione nazionale dei voduisti haitiani, che nel 2007 diventa Confederazione (in creolo: Konfederasyon Nasyonal Vodou Ayisyen). Max Beauvoir viene eletto capo supremo, ovvero «Ati nasyonal» del
vodù haitiano.

Ci
riceve nel cortile di casa sua, una costruzione molto particolare, nella quale
ogni dettaglio, dagli scuri alle grate delle finestre, alle pietre che
compongono i muri, ricorda simboli mistici.

Seduti
intorno a un tavolo, conversiamo con questo distinto signore dai capelli
bianchi, gentile e tranquillo. Stentiamo a credere che sia il capo di una
religione che spesso incute timore.

Un sentimento lungo secoli

Dopo il terremoto del 2010 c’è chi ha dato la
colpa di tale evento al vodù. «Un predicatore americano, Pat Robertson, ha
dichiarato che questo disastro naturale è dovuto al fatto che nel paese si
serve Satana1. Ma questi sentimenti sfortunati trasmettono
l’amarezza che alcuni hanno nel loro cuore, dovuta al fatto che gli haitiani
avevano vinto la loro guerra d’indipendenza contro l’armata di Napoleone. E non
solo. Il governo degli Usa dell’epoca aveva preso parte per il re di Francia, e
così gli statunitensi avevano preso molto male la disfatta francese. Ma nella
realtà ne avevano anche beneficiato, perché la Francia aveva dovuto vendere
grande parte del Mississippi agli Usa, per appena 10 cent all’ettaro. E questo
ha quasi raddoppiato il territorio statunitense. L’amarezza degli europei in
generale era tale che alcuni decenni dopo l’Europa ha invaso il continente
africano fino a dividerlo come una torta2. Così piccoli paesi come il Belgio hanno avuto il controllo di enormi
regioni vaste come il Congo».

Max Beauvoir ci descrive gli strumenti usati
dagli Usa per creare un’atmosfera «negativa» intorno alla religione haitiana. «Sono
sentimenti profondi e molto cattivi, e non sono mai finiti da quell’epoca,
continuano ancora oggi. È per questo che gli Usa hanno messo in piedi una
struttura particolare, chiamata Hollywood, che ha fatto tutta la sua fortuna
sull’anti haitianismo, contro la cultura haitiana e contro il vodù. Ha prodotto
e diffuso un grande numero di film sul vodù, tradotti in decine di lingue, al
fine di penetrare la coscienza di tutto il mondo. Anche gli europei, che
sarebbero i più scientifici e disinteressati, in modo incosciente sono
influenzati da tutta questa “campagna”.

Più tardi qualcuno di Hollywood diventa
candidato alla presidenza. È Ronald Reagan che fa una campagna elettorale
ancora sulle spalle dei voduisti. Infatti è parlando del «voodoo economics»3 che fa
ridere tutti del vodù e degli haitiani. E Reagan viene eletto, fa due mandati e
diventa uno dei più potenti presidenti degli Usa di tutti i tempi.

Questo sentimento profondo contro l’haitiano
e la sua cultura esiste nel cuore di molte persone nel mondo, quindi le parole
del predicatore statunitense non ci hanno stupiti. Sottolineo che Haiti non è
il paese che ha subito più terremoti. Esistono paesi molto più sismici, come
Cile, Giappone e gli stessi Usa, con
Los Angeles, sono terra di terremoti».

Così dopo il sisma una volta di più ci sono
state persecuzioni anti vodù contro praticanti e sacerdoti.

Anche l’epidemia di colera, il cui bacillo è
stato portato da alcuni nepalesi del contingente dei caschi blu dell’Onu
(Minustah)4, ha dato adito a uccisioni. «Persone che si
dicono molto formate, hanno imparato la biologia, hanno detto che gli haitiani
sono in grado di fabbricare il vibrione del colera. E così avrebbero diffuso la
malattia a tutti. Per questo motivo hanno ucciso molti voduisti, sacerdoti e
praticanti, accusandoli di fabbricare il colera. Occorre ricordare che nel nome
di Gesù, che dice di amare tutti, 13 volte nei 200 anni di storia di Haiti5, sono stati perseguitati hougan e mambo. Sono stati pogrom anti vodù, di cattolici e protestanti insieme, in
modo ecumenico, per uccidere migliaia di voduisti. Sono andati da loro, hanno
presi i loro beni personali, quello che non volevano lo hanno bruciato, hanno
inviato molti oggetti rituali alle università americane, penso in particolare a
Yale.

Ma per loro era il lavoro di Cristo, uccidere
le persone, e potevano farlo come volevano. Parlo di cristiani di tutte le
confessioni».

L’anima degli haitiani

Max Beauvoir ci racconta: «Sotto il regime di Duvalier nello
spirito dei cristiani haitiani c’era la convinzione che tutti i voduisti
appoggiassero Duvalier, e che lui e il vodù fossero la stessa cosa. Occorreva
uccidere tutti i voduisti perché erano duvalieristi. Sostenevano che solo loro
avevano tutti i diritti. I ton ton
macoute6 erano necessariamente voduisti. Per provarlo entravano nei templi
e trovavano abiti blu, che era l’uniforme dei ton ton macoute, ma è pure la divisa di cousin Zaka, il loa (spirito) del lavoro. Lo chiamiamo Zaka mede, il lavoro divinizzato. Dio vi dice:
avete la vita, la salute, ma in più dovete lavorare perché dal lavoro arrivano
dignità e onore».

Gli chiediamo se il feroce dittatore François Duvalier, abbia
strumentalizzato la religione.

«Non realmente. Ma non ha fatto nulla per promuovere la religione
vodù. Lui ha piuttosto promosso i gruppi di protestanti. Quando François
Duvalier è arrivato al potere c’erano sette gruppi protestanti, quando è andato
via erano 3.000 gruppi diversi.

Sono piuttosto i giornalisti che hanno strumentalizzato il
rapporto Duvalier-religione. Era molto comodo dire che Duvalier era voduista:
la sua anima quindi parlava con voce nasale, come un morto, come baron Samedi (il loa dei cimiteri, ndr). Tutto falso».

Il leader religioso spiega l’essenza del vodù. «È molto triste che
il vodù non sia stato promosso, perché il vodù è l’anima stessa degli haitiani.
È a causa del vodù che un haitiano è haitiano. Tutte le abitudini che abbiamo,
i nostri usi e costumi sono vodù. Tutta la saggezza degli haitiani è rinchiusa
nella tradizione e nei termini vodù, e soprattutto nelle parabole vodù. È in
queste che troviamo il modo in cui comportarci non solo l’uno con l’altro, ma
con gli stranieri. Grazie a esse conosciamo il nostro posto nel mondo: con il
sole, la luna, le stelle, gli alberi, gli animali, il mare, tutto quello che ci
circonda. È nel vodù che troviamo tutte queste relazioni.

Perseguitando o anche non valorizzando la religione «hanno
impedito al paese di svilupparsi. Perché non ci si può sviluppare che a partire
da se stessi, da ciò che si è, non a partire da un altro. È come lo sviluppo
della persona umana, che avviene da se stessa. Ma bisogna essere in forma, è
così che si va avanti nella vita. Bloccando questa crescita hanno fermato il
paese e la sua evoluzione».

Gli errori degli europei

Prima dell’arrivo degli europei, sull’isola vivevano indigeni e
non africani. I loa non erano presenti.

«Gli spiriti vodù non possono venire che con le persone vodù, sono
sempre le persone a fare da veicolo. C’è stata una serie di errori commessi da
Cristoforo Colombo. Ad esempio nel credere che ad Haiti vivesse una razza
diversa, che hanno chiamato “pelle rossa”. Uno dei più grandi errori della
storia: non c’è mai stata una razza dalla pelle rossa. C’era gente che abitava
qui, in un clima tropicale. C’erano zanzare, e così si cospargevano di un
unguento ricavato dai semi rossi di una pianta locale. Questo li proteggeva.
Solo molti anni più tardi si è scoperto che sulla terra e nell’universo c’è una
sola razza, detta la “razza umana” e anche quelli che parlano di neri, bianchi
e gialli hanno solo creato categorie che non esistono, a uso e consumo dei
razzisti. Sempre Colombo voleva provare che la terra è rotonda. Ma in Africa lo
sapevamo da lungo tempo. Avevamo pure degli strumenti, il laye, che è rotondo. Laye, vuole dire universo in lingua
yoruba in Nigeria, ma è della stessa radice di Ayi da cui deriva Ayiti (Haiti in creolo). Ayi vuol dire la
terra, Ayi-ti, ovvero questa terra è nostra. Il popolo fon in Benin, ha lo stesso termine. E
abbiamo anche delle divinità: la madre dell’universo è mambo Delayi».

Spiritualità e razionalità

Da ingegnere chimico a capo supremo del vodù7. Sembra difficile conciliare una
parte così razionale con una spirituale e irrazionale.

«Siamo qui in quattro persone, ma nel vodù diciamo che siamo qui
in quattro spiriti: sono i nostri spiriti a essere seduti a questa tavola.
Possiamo dire che ci sono i nostri corpi; ma tutto il lavoro che facciamo, ad
esempio il video che state girando, è una produzione spirituale. Il vostro
corpo non fa altro che aiutarvi in questa produzione. La mano tiene la
telecamera, il cervello aiuta lo spirito. Riflette sulle cose poi le realizza.
E i nostri spiriti sono ben più grandi di quello che vediamo seduto sulla
sedia. O ancora: una persona che rispettiamo, ci saluta, ci dà la mano, saluta
la nostra dignità, ovvero lo spirito, non il corpo. Abbiamo diritto al rispetto
perché è una particella dello spirito di Dio che abbiamo nelle mani. Siamo
spiriti. Si veda Dambala-Wèdo, il dio serpente. Il suo vévé8 rappresenta due serpenti: è proprio per ricordare che siamo
spiriti. E come il serpente, lasciamo il nostro corpo “in dietro”
periodicamente, ma la nostra vita continua. Siamo figli di Dio: come è
possibile che un figlio di Dio possa morire? Dio è la perfezione. Prima di
tutto lavoriamo per diventare perfetti. Per questo ci ha dato un corpo
imperfetto, ma noi ci impegniamo per aiutarlo nel suo lavoro, la grande opera
di Dio che è la creazione. Mantenere vivente tutto quello che c’è intorno a
noi, il sole la luna, le stelle, gli alberi, il mare: il mondo. È per questo
che siamo qui. Siamo stati creati da Dio che è perfetto.

Ci serviamo delle nostre imperfezioni per migliorarci in
continuazione, in modo da diventare un po’ come lui. Anche se mentiamo,
rubiamo, ecc. Questi sono errori di “prima nascita”, ma ci miglioriamo con
l’esperienza. Riusciremo, siamo figli di Dio. Tutti vanno in paradiso. Bruciare
gli spiriti non è possibile, le anime non hanno sostanza».

Nel vodù un ruolo centrale è giocato dai sacerdoti: hougan (o hungan) gli uomini e mambo le donne.

«Si diventa hougan solo attraverso l’iniziazione. Il che vuol dire prendere
coscienza che si è spirito. Che si può vivere come persona, come faccio in
questo momento, oppure è il mio spirito che prende il posto e tutto diventa più
grande, più straordinario. Ognuno di noi ha i suoi spiriti, io ho i miei, voi
avete i vostri. Qui ad Haiti conosciamo questi spiriti, ma negli altri paesi,
come in Europa, si impara a evitare gli spiriti, a non riconoscerli, e si pensa
che sia il corpo a fare tutto e che il cervello sia come un computer. Questo
per noi non è vero: tutto il corpo è al servizio dello spirito ed è lo spirito
la cosa importante di noi, ci rende belli, grandi, formidabili. Ci permette di
dire che coltiviamo l’eccellenza, qualsiasi cosa facciamo, che siamo artista o
prete. Questo per cercare di avvicinarci a Dio il più possibile».

Religioni unite?

Oggi i voduisti hanno creato con le altre religioni haitiane la
piattaforma «Religioni per la pace»9 che ha assunto un ruolo «politico» di mediazione nell’impasse che vede contrapporsi il presidente
della Repubblica, Michel Martelly e il parlamento. I tempi delle persecuzioni
sembrano lasciati al passato.

«Abbiamo creato insieme “Religioni per la pace”, tutte le
religioni insieme. Io sono amico dei vescovi. Lavoriamo insieme. Non siamo
ancora arrivati a portare questo approccio fino al livello della base, in modo
che il piccolo pastore lasci tranquilla la piccola mambo. Ma lavoriamo verso questo, vogliamo
arrivarci. C’è sempre chi pensa: “Bisogna farvi morire, sparire, perché siete
emissari del diavolo”, ma sono cose che sostengono perché non riescono a
spiegare la nostra esistenza. Si tratta di razzismo cattivo, criminale e
assassino».

Anche per difendere la religione e i suoi spazi Max Beauvoir fonda
la Confederazione nazionale dei voduisti haitiani (Konfederasyon Nasyonal Vodou Ayisyen)10.

Gli chiediamo: «Lei è presidente?». Risposta: «No, Ati si dice. Quando i voduisti hanno
voluto mettersi insieme abbiamo cercato un titolo, e abbiamo rifiutato
presidente e direttore generale. Abbiamo scelto Ati, come Legba che è Ati bon. Nel vodù vuol dire il grande albero
della foresta che protegge i piccoli alberi e permette loro di crescere.
Attraverso le sue azioni diventa un modello che permette ai piccoli di
svilupparsi e di esprimersi. Questa è la mia funzione.

Nel 2007, ci siamo resi conto che i cristiani sono insieme, hanno
formato l’ecumenismo, sempre anti vodù. Ma siamo in un paese vodù, e loro hanno
occupato tutte le funzioni e tutti i posti di rilievo. Quindi stiamo solo
reclamando il nostro spazio su questa terra che è nostra».

Questa religione oggi sta migliorando la sua immagine nel mondo. «Osservo
molta curiosità per il vodù, e non solo ad Haiti. I giovani mi scrivono delle
mail. C’è un riconoscimento generale del fatto che il vodù è un’espressione
culturale normale, valida e spirituale. E i giovani haitiani praticano il vodù».

«Sono il capo del vodù haitiano. È una carica molto pesante e
difficile da portare. Ci sono delle forze negative nel paese. Sono forze
straniere e portano molti soldi per corrompere il cuore della gente e per
impedire che gli haitiani siano autentici e veri. Vengono sotto forma di Ong,
che non sono negative di per sè, ma funzionano negativamente. Vengono per fare
certe cose, ma quando si trovano nel paese non c’è coesione, ognuna fa per
conto suo». Un po’ sorpresi chiediamo all’Ati
nasyonal: «Anche prima del terremoto?». E lui: «Sì, dal 1804».

Marco Bello
 


Note

1 – Devin Dwyer, Pat Robertson blames
earthquake on pact haitians made with Satan, ABCnews, 13 gennaio 2010.2 – Riferimento alla conferenza di Berlino (1884-85) durante la quale
le potenze europee si spartirono l’Africa.

3 – Voodoo economics fu il
nome dato al piano economico proposto da Ronald Reagan alle primarie contro
George W. Bush nel 1980. Reagan vinse e in seguito fu eletto presidente.
4 – Cfr. MC gennaio 2011 e gennaio 2012.
5 – Dall’indipendenza, il primo gennaio 1804.6 – I ton ton macoute erano la
milizia privata di Duvalier, che non si fidava neppure dell’esercito. Furono i
principali responsabili di assassini politici e torture.

7 – Marlise Simons, Power of
voodoo, preached by sorbonne scientist, New York Times, 15 dicembre 1983.
8 – Vévé, disegno simbolico
raffigurante gli attributi di un loa, utilizzato nelle cerimonie.
9 – Réligions pour la paix, piattaforma composta da cattolici, protestanti e voduisti per
mediare una riconciliazione nazionale.
10 – Marc Lacey, A Us-trained entrepreneur
becomes voodoo’s Pope, New York Times, 5 aprile 2008.


Glossario


Vodù in pillole

Vodù
(o vudù)
: religione sincretica che trae le sue
origini dalla spiritualità africana e si evolve ad Haiti. Da non confondere con
il vudù praticato in paesi come Benin (Dahomey) e Nigeria, da cui si origina,
ma si differenzia per l’evoluzione creola e i legami con i santi cristiani. Nei
paesi anglofoni si scrive voodoo, in quelli francofoni vaudou, in
creolo vodou.

Loa: sono le divinità e gli spiriti che fanno
parte del pantheon vodù. Ne esistono un’infinità e sono in continua evoluzione.
I principali, riconosciuti da tutti, hanno origini africane; gli altri sono
creoli, meno potenti, ma fondamentali. Gli uomini chiedono ai loa
protezione e questi li «posseggono» durante i riti. I loa sono capaci
del bene e del male e collegano il visibile con l’invisibile.
I diab sono gli spiriti cattivi. Molti loa sono associati a santi
cristiani.

Rada, petro, kongo e gli altri: i primi due sono i riti principali del vodù
haitiano secondo i quali si classificano i loa. Nel rada si ritrovano
alcuni spiriti del Dahomey; il petro ha spiriti più vendicativi e utilizzati
nella magia. Il kongo ha origini bantu, prevede sacrifici e riti più violenti.
Esistono altre innumerevoli classificazioni, ma nessuna universale. Ogni
categoria ha ritmi di tamburo, strumenti, danze, profumi e saluti propri.

Mambo e hungan: sacerdotessa e prete
vodù (questo chiamato anche boko) sono i maestri dei riti.

Damballah-wèdo: è il dio serpente,
vive sugli alberi e nei corsi d’acqua. È una delle divinità più popolari del
vodù haitiano.

Tratto da: Sodò, la cascata dei miracoli, MC,
luglio-agosto 2001
.

La bibliografia è vasta. Il classico in italiano è: Métraux,
Vodu haitiano, Einaudi Paperbacks, 1971.

Tags: Haiti, vudù, Max Beauvoir, religione, hogan, loa

Marco Bello e Gianluca Iazzlino