Rivista Missioni Consolata – 120 anni

DAL 1899 L’UMANITÀ IN PRIMA PAGINA

Le nostre Afriche

Giro dell’Africa su due ruote

Un viaggio di oltre due anni attraverso mezza Africa, due passaporti, una moto arancione, una macchina fotografica, un telefonino e migliaia di occhi africani: sono gli ingredienti per raccontare il “Continente nero”, il cui futuro per forza nero non è.
Nei prossimi mesi raccoglieremo le storie e le immagini delle mille afriche che popolano i confini zeppi di militari corrotti, i palazzi governativi delle capitali, gli Inteet point della foresta pluviale, le montagne e i villaggi dove un dollaro al giorno non serve, perché non si usa il denaro.
Cercheremo persone disposte a raccontarsi, si tratti di africani – in primo luogo -, di missionari, operatori umanitari, uomini d’affari o semplici viaggiatori.
Non ci concentreremo solo sulle cattive notizie: l’Africa è spesso trattata dai media italiani solo per i suoi drammi e le sue tragedie, ma c’è molto più di questo. Ci sono università dove studiano i leader di domani, progetti di sviluppo ben riusciti, artisti, cantastorie, popoli antichi e meraviglie naturali. Anche di questo vale la pena parlare; e chissà che non aiuti a spazzare via qualche luogo comune su quell’Africa che, sempre di più, è in mezzo a noi, vicina come non mai.
Non saremo sempre sulla notizia. Non correremo dietro le guerre, le catastrofi umanitarie e le conferenze inteazionali che decidono i destini del continente. Per fare la cronaca in tempo reale ci vogliono aerei, telefoni satellitari e jeep ben equipaggiate. Noi abbiamo una moto. Mezzo con tanti difetti, ma ideale per andare in profondità e per prendersi il tempo necessario a guardare con attenzione.
Di più. La moto costringe ad avere bisogno degli altri: per un riparo dalla pioggia, per trovare acqua da bere, per aggiustare un pneumatico che si buca. E questo bisogno favorisce lo scambio, lo studio o anche solo l’inizio di una chiacchierata, in cui ci si rivela e si guarda rivelarsi. Oppure si discute e ci si scontra, non ci si capisce e si ricomincia tutto daccapo.
È il tempo, in fondo, la chiave per cercare di capire l’Africa: nel Continente nero non è mai tardi, non c’è mai fretta e nessuno ti dice quello che pensa, se non hai tempo da dedicargli, per raccontargli da dove vieni e come sei arrivato fin lì.
Senza la pretesa di capire tutto, perché dall’Africa si torna quasi sempre con alcune risposte e con molte nuove domande, proveremo a spiegare quello che vediamo con le parole di chi lo vive tutti i giorni, ma anche con un occhio sempre vigile sull’attualità e sul più ampio contesto nazionale e internazionale.

In questa puntata vi racconteremo, tanto per fare un esempio, la storia della farmacista marocchina che ha aperto il suo negozio in un villaggio sperduto e antico sulle montagne dell’Atlante, ma vi mostreremo un assaggio di com’è il Marocco moderno del 2006, di cui la farmacia è una delle innumerevoli sfaccettature.
Nel corso del viaggio, ci avvarremo della collaborazione e della disponibilità dei missionari, del personale delle organizzazioni inteazionali e non governative e di tutti gli amici e conoscenti che ci ospiteranno e ci metteranno a disposizione la loro esperienza e le loro informazioni.
In particolare, l’inizio di questo viaggio è stato possibile grazie all’appoggio dei Missionari della Consolata e al sostegno del Caaf – Cgil del Nordest.

Alessio Antonini
Chiara Giovetti
www.afriscope.net

Alessio Antonini e Chiara Govetti