DAL 1899 L’UMANITÀ IN PRIMA PAGINA

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AfroItalyfashion in passerella

NON SOLO MODA

Da una frivola sfilata di moda a una solidarietà
attenta ai bisogni… lontani, ma resi più vicini dall’interesse e dallo scambio.

Successo inaspettato quello che gli organizzatori di AfroItalyFashion hanno ricevuto nella piazzetta Audifreddi, proprio sotto il palazzo comunale, nella parte antica di Cuneo: una manifestazione giunta alla sua quarta edizione, che ha avuto come partners l’Accademia di Belle Arti di Cuneo e l’Organizzazione «Mission Sinan Onlus» di Abidjan (Costa d’Avorio).
La manifestazione ha permesso al pubblico cuneese di conoscere la bellezza e l’originalità degli abiti realizzati dai giovani stilisti che, tra poco, usciranno dall’Accademia per affrontare il grande e variegato mondo della moda.
I preparativi per la sfilata sono stati cornordinati dalla vulcanica signora Lucchini, direttrice dell’Accademia che, avendo compreso appieno lo spirito della manifestazione, ha accettato senza remore di guidare il lavoro dei suoi allievi, preparandoli a quello che per molti è stato un vero e proprio… battesimo del pubblico.
Così, le creazioni italiane si sono miscelate alle migliori firme della moda africana e agli abiti fatti arrivare apposta da Kone Lacina, presidente di Mission Sinan; una trentina di abiti, creati per AfroItalyFashion da stilisti guidati da un ideale comune: dimostrare che quella africana è una cultura con radici antichissime, che l’Africa è un paese che segue i fasti di un tempo e che, proprio nella sua gente, ha la carta vincente per uscire da una situazione economica infelice e, a volte, drammatica.
«Abbiamo scelto la città di Cuneo – dice il direttore artistico della manifestazione, dott. Diego Cudia – per far conoscere un mondo lontano, eppure a noi molto vicino; per dare un segnale forte dell’impegno che persone di nazionalità diversa hanno preso, nella ricerca di un sogno possibile, per spirito umanitario».
Nato come semplice concorso di bellezza chiamato «miss Africa in Italy», la manifestazione si è arricchita di contenuti sociali e culturali, anche attraverso l’opera di professionisti e collaboratori che, con il tempo, hanno capito come AfroItalyFashion non è solo la presentazione di opere della moda, bensì la manifestazione di un pensiero che nasce dal cuore e trova ragione di essere attraverso l’arte e lo spettacolo.
Mission Sinan crede nella formula di questa manifestazione e ne supporta la realizzazione: «Il giorno in cui l’amico Diego Cudia mi ha telefonato – dice Kone Lacina -, sono stato felice di aderire, anche se ciò ha significato passare diverse settimane a cercare gli abiti migliori dei maggiori stilisti africani. Quando anche lo stilista personale di Nelson Mandela mi aveva concesso la sua fiducia, ho capito che stavo lavorando per qualcosa di molto importante e utile per tutti noi; così, attraverso gli abiti, la musica, le persone, gli oggetti che ho potuto inserire nella manifestazione AfroItalyFashion, posso comunicare al grande pubblico l’opera che Mission Sinan compie in Italia ogni giorno».

Mission Sinan» in Italia si preoccupa di raccogliere attrezzature e materiali sanitari dismessi e, grazie al lavoro di alcuni volontari, li recupera e ripristina il loro funzionamento originario, inviandoli nei paesi in cui queste tecnologie possono diventare un aiuto per la vita. L’organizzazione si preoccupa del benessere sociale, lotta contro la povertà, prevenzione delle malattie; infine, si fa carico e concorre in tutti i settori per finalità di pubblica utilità.
«Questo lavoro – continua Kone Lacina – richiede locali, automezzi, materiali dai costi molto pesanti; è solo attraverso varie attività di autofinanziamento che il gruppo riesce a sopravvivere e lavorare. Ecco perché Mission Sinan, in collaborazione con la Didacus Communication, organizza manifestazioni quali l’AfroItalyFashion in cui gli introiti sono destinati a finanziare l’organizzazione stessa».
I prodotti abbandonati (da ospedali, case di cura, ditte foitrici, singoli medici…), che non hanno più alcun valore nel mondo occidentale, trovano un’enorme rivalutazione nel terzo mondo e, in special modo, in Costa d’Avorio, paese a tutt’oggi diviso da una guerra civile assurda.
L’iniziativa di recupero dei materiali sanitari è nata nel 1998, anno in cui la clinica «Città di Bra» (nel cuneese) dismetteva le più svariate attrezzature ospedaliere. È stato così possibile raccogliere e inviare questo materiale nel centro di cura situato sull’autostrada Abobo Ayama, al fine di assistere i bisognosi e riabilitare i suoi centri chirurgici e diagnostici, i quali sono sprovvisti di materiali sanitari ed assistenziali.
Con la manifestazione AfroItalyFashion, Mission Sinan rivolge un appello a tutti coloro che possono collaborare per dare uno sviluppo all’Associazione, dai singoli individui, ai professionisti, alle grosse società. Essa ha bisogno di materiale sanitario, mobili e un eventuale deposito per sistemare il tutto, affinché venga ripristinato e spedito in Costa d’Avorio. Naturalmente, sono graditi anche contributi in denaro per l’acquisto di materiali, utili allo scopo.

I professionisti che lavorano per AfroItalyFashion hanno accettato di devolvere il proprio compenso economico a favore di Mission Sinan: la grande ballerina e coreografa Leo Navas, poi, ha saputo dare un’impronta musicale ben definita e professionalmente valida alla manifestazione.
«Collaboro ad AfroItalyFashion da diversi anni, con l’incarico di studiare e realizzare le coreografie migliori e sempre all’altezza del tono della manifestazione – dice Leo durante -. Il direttore artistico Diego Cudia è sempre molto esigente e ha ragione, perché questa manifestazione è tutta permeata di musica, per cui canzoni, balletti e coreografie devono trasmettere al pubblico non solo emozioni forti, ma anche sentimenti di umanità e riflessione verso la natura stessa dell’uomo e dell’ambiente che si trova ad occupare».
Con queste parole, Leo dimostra la grande professionalità e bravura che solo una ballerina di talento può avere, sia come retaggio culturale (Cuba è il suo paese d’origine), sia come esperienza nel mondo dello spettacolo.
Un’altra donna è stata chiamata per curare la fotografia e riprese video della manifestazione: è Gabriella Melfa, titolare dello Studio «Area Fotografica» di Torino. Sono riuscito ad avvicinarla mentre organizzava con i suoi tecnici il parco luci intorno alla passerella allestita per la sfilata, cercando i punti adatti per ottenere i migliori risultati.
«Sono stata selezionata fra decine di professionisti; molti si presentavano con i lavori più differenti; io avevo il mio portfolio, composto in larga misura di ritratti di persone e, soprattutto, di bambini. Il direttore artistico mi aveva chiamato dicendomi che, se ero stata così brava a riprendere le espressioni più belle dei bambini, potevo essere in grado di valorizzare al massimo gli abiti e gli stessi indossatori/indossatrici di AfroItalyFashion».
Queste immagini fanno il giro del mondo attraverso giornali, tv, internet; così è possibile raggiungere i paesi più lontani, dando dimostrazioni di grande solidarietà verso chi è meno fortunato di noi e si trova in condizioni molto povere.
Arrivederci, allora, alla prossima edizione di AfroItalyFashion!

Per informazioni, si può contattare la sede italiana di Mission Sinan in via Emanuela Loi, 8 – 12100 Cuneo;
tel. 0171.403.574; oppure comporre i nn. 320-3734039 – 339-3701387 (Didacus Communication).Successo inaspettato quello che gli organizzatori di AfroItalyFashion hanno ricevuto nella piazzetta Audifreddi, proprio sotto il palazzo comunale, nella parte antica di Cuneo: una manifestazione giunta alla sua quarta edizione, che ha avuto come partners l’Accademia di Belle Arti di Cuneo e l’Organizzazione «Mission Sinan Onlus» di Abidjan (Costa d’Avorio).
La manifestazione ha permesso al pubblico cuneese di conoscere la bellezza e l’originalità degli abiti realizzati dai giovani stilisti che, tra poco, usciranno dall’Accademia per affrontare il grande e variegato mondo della moda.
I preparativi per la sfilata sono stati cornordinati dalla vulcanica signora Lucchini, direttrice dell’Accademia che, avendo compreso appieno lo spirito della manifestazione, ha accettato senza remore di guidare il lavoro dei suoi allievi, preparandoli a quello che per molti è stato un vero e proprio… battesimo del pubblico.
Così, le creazioni italiane si sono miscelate alle migliori firme della moda africana e agli abiti fatti arrivare apposta da Kone Lacina, presidente di Mission Sinan; una trentina di abiti, creati per AfroItalyFashion da stilisti guidati da un ideale comune: dimostrare che quella africana è una cultura con radici antichissime, che l’Africa è un paese che segue i fasti di un tempo e che, proprio nella sua gente, ha la carta vincente per uscire da una situazione economica infelice e, a volte, drammatica.
«Abbiamo scelto la città di Cuneo – dice il direttore artistico della manifestazione, dott. Diego Cudia – per far conoscere un mondo lontano, eppure a noi molto vicino; per dare un segnale forte dell’impegno che persone di nazionalità diversa hanno preso, nella ricerca di un sogno possibile, per spirito umanitario».
Nato come semplice concorso di bellezza chiamato «miss Africa in Italy», la manifestazione si è arricchita di contenuti sociali e culturali, anche attraverso l’opera di professionisti e collaboratori che, con il tempo, hanno capito come AfroItalyFashion non è solo la presentazione di opere della moda, bensì la manifestazione di un pensiero che nasce dal cuore e trova ragione di essere attraverso l’arte e lo spettacolo.
Mission Sinan crede nella formula di questa manifestazione e ne supporta la realizzazione: «Il giorno in cui l’amico Diego Cudia mi ha telefonato – dice Kone Lacina -, sono stato felice di aderire, anche se ciò ha significato passare diverse settimane a cercare gli abiti migliori dei maggiori stilisti africani. Quando anche lo stilista personale di Nelson Mandela mi aveva concesso la sua fiducia, ho capito che stavo lavorando per qualcosa di molto importante e utile per tutti noi; così, attraverso gli abiti, la musica, le persone, gli oggetti che ho potuto inserire nella manifestazione AfroItalyFashion, posso comunicare al grande pubblico l’opera che Mission Sinan compie in Italia ogni giorno».

M ission Sinan» in Italia si preoccupa di raccogliere attrezzature e materiali sanitari dismessi e, grazie al lavoro di alcuni volontari, li recupera e ripristina il loro funzionamento originario, inviandoli nei paesi in cui queste tecnologie possono diventare un aiuto per la vita. L’organizzazione si preoccupa del benessere sociale, lotta contro la povertà, prevenzione delle malattie; infine, si fa carico e concorre in tutti i settori per finalità di pubblica utilità.
«Questo lavoro – continua Kone Lacina – richiede locali, automezzi, materiali dai costi molto pesanti; è solo attraverso varie attività di autofinanziamento che il gruppo riesce a sopravvivere e lavorare. Ecco perché Mission Sinan, in collaborazione con la Didacus Communication, organizza manifestazioni quali l’AfroItalyFashion in cui gli introiti sono destinati a finanziare l’organizzazione stessa».
I prodotti abbandonati (da ospedali, case di cura, ditte foitrici, singoli medici…), che non hanno più alcun valore nel mondo occidentale, trovano un’enorme rivalutazione nel terzo mondo e, in special modo, in Costa d’Avorio, paese a tutt’oggi diviso da una guerra civile assurda.
L’iniziativa di recupero dei materiali sanitari è nata nel 1998, anno in cui la clinica «Città di Bra» (nel cuneese) dismetteva le più svariate attrezzature ospedaliere. È stato così possibile raccogliere e inviare questo materiale nel centro di cura situato sull’autostrada Abobo Ayama, al fine di assistere i bisognosi e riabilitare i suoi centri chirurgici e diagnostici, i quali sono sprovvisti di materiali sanitari ed assistenziali.
Con la manifestazione AfroItalyFashion, Mission Sinan rivolge un appello a tutti coloro che possono collaborare per dare uno sviluppo all’Associazione, dai singoli individui, ai professionisti, alle grosse società. Essa ha bisogno di materiale sanitario, mobili e un eventuale deposito per sistemare il tutto, affinché venga ripristinato e spedito in Costa d’Avorio. Naturalmente, sono graditi anche contributi in denaro per l’acquisto di materiali, utili allo scopo.

I professionisti che lavorano per AfroItalyFashion hanno accettato di devolvere il proprio compenso economico a favore di Mission Sinan: la grande ballerina e coreografa Leo Navas, poi, ha saputo dare un’impronta musicale ben definita e professionalmente valida alla manifestazione.
«Collaboro ad AfroItalyFashion da diversi anni, con l’incarico di studiare e realizzare le coreografie migliori e sempre all’altezza del tono della manifestazione – dice Leo durante -. Il direttore artistico Diego Cudia è sempre molto esigente e ha ragione, perché questa manifestazione è tutta permeata di musica, per cui canzoni, balletti e coreografie devono trasmettere al pubblico non solo emozioni forti, ma anche sentimenti di umanità e riflessione verso la natura stessa dell’uomo e dell’ambiente che si trova ad occupare».
Con queste parole, Leo dimostra la grande professionalità e bravura che solo una ballerina di talento può avere, sia come retaggio culturale (Cuba è il suo paese d’origine), sia come esperienza nel mondo dello spettacolo.
Un’altra donna è stata chiamata per curare la fotografia e riprese video della manifestazione: è Gabriella Melfa, titolare dello Studio «Area Fotografica» di Torino. Sono riuscito ad avvicinarla mentre organizzava con i suoi tecnici il parco luci intorno alla passerella allestita per la sfilata, cercando i punti adatti per ottenere i migliori risultati.
«Sono stata selezionata fra decine di professionisti; molti si presentavano con i lavori più differenti; io avevo il mio portfolio, composto in larga misura di ritratti di persone e, soprattutto, di bambini. Il direttore artistico mi aveva chiamato dicendomi che, se ero stata così brava a riprendere le espressioni più belle dei bambini, potevo essere in grado di valorizzare al massimo gli abiti e gli stessi indossatori/indossatrici di AfroItalyFashion».
Queste immagini fanno il giro del mondo attraverso giornali, tv, internet; così è possibile raggiungere i paesi più lontani, dando dimostrazioni di grande solidarietà verso chi è meno fortunato di noi e si trova in condizioni molto povere.
Arrivederci, allora, alla prossima edizione di AfroItalyFashion!

Per informazioni, si può contattare la sede italiana di Mission Sinan in via Emanuela Loi, 8 – 12100 Cuneo;
tel. 0171.403.574; oppure comporre i nn. 320-3734039 – 339-3701387 (Didacus Communication).

Dino Sassi