LETTERE – “Disagio giovanile, disagio del mondo

Gentile redazione,
mi congratulo per il dossier di gennaio 2005 «Disagio giovanile, disagio del mondo», che ho letto tutto d’un fiato. È assai interessante e centra in pieno il problema giovanile e della scuola.
Sono un’insegnante ormai disgustata dell’attuale andamento che la riforma Moratti sta dando. La scuola sta affondando con le implicazioni sui giovani che ne conseguono e che voi avete così bene descritto.
L’idea del dossier è stata non solo buona, ma ottima. Spesso è più facile trattare problemi distanti dalla nostra realtà di quelli che quotidianamente ci toccano da vicino. Il pianeta giovani rappresenta una nuova terra di missione, per quanto le povertà e/o i problemi di cui soffre attualmente siano diversi da quelli più concreti dei paesi del cosiddetto terzo mondo.
Voi li avete messi a nudo assai bene. Spero che il dossier aiuti a riflettere sull’importanza di investire sul presente e futuro dei giovani (cosa che si sta facendo poco e male), oppure si offrano immagini sulle quali investire per impostare il proprio stile di vita, le proprie priorità, i valori in cui credere.
Ma un mondo che sta perdendo l’etica per strada, giustificando tutto come accettabile o possibile, in cui il concetto di bene si mescola con quello di male (anch’esso inteso come esperienza), che sta creando falsi miti, può portare i giovani a credere ancora in qualcosa?
Silvana Vergnano
Torino

All’osservazione «spesso è più facile trattare problemi distanti dalla nostra realtà…» rispondiamo che bisogna saper guardare sia lontano sia vicino. La missione è, nello stesso tempo, e «qua» e «là».
Di fronte ad un quesito finale, così significativo oltre che angosciante, come in altre occasioni coinvolgiamo i nostri lettori… confidando però nello Spirito Santo. Questo «gigante invisibile» sa illuminare molti: per esempio, i sottostanti ragazzi di Cava de’ Tirreni

Silvana Vergnano