DAL 1899 L’UMANITÀ IN PRIMA PAGINA

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Una garbatissima protesta

Egregio direttore,
fermo restando il giudizio positivo già espresso sul vostro lavoro, mi spiace dover segnalare il mio disappunto per come è avvenuta la pubblicazione di una mia lettera.
A parte le modifiche del testo originario (che comunque non incidono sul contenuto), mi sembra spiacevole l’effetto complessivo. A distanza di mesi il lettore potrebbe legittimamente non ricordare l’intervento di G. Chiesa e tanto meno le obiezioni del lettore di Perugia. L’impressione, quindi, è che il giornale pubblichi un intervento polemico un po’ gratuito e che prenda le distanze da chi pensa di poter dare dell’idiota ad altri con una certa leggerezza…
In compenso, proprio in seguito a questo episodio, ho scoperto quanti sono i lettori attenti di Missioni Consolata! Scrivo con una certa frequenza anche altrove e non mi era mai capitato che tanta gente insospettabile venisse a chiedermi se sono io «quello che…». E quest’ampia diffusione fa piacere a tutti noi.
Egregio direttore,
fermo restando il giudizio positivo già espresso sul vostro lavoro, mi spiace dover segnalare il mio disappunto per come è avvenuta la pubblicazione di una mia lettera.
A parte le modifiche del testo originario (che comunque non incidono sul contenuto), mi sembra spiacevole l’effetto complessivo. A distanza di mesi il lettore potrebbe legittimamente non ricordare l’intervento di G. Chiesa e tanto meno le obiezioni del lettore di Perugia. L’impressione, quindi, è che il giornale pubblichi un intervento polemico un po’ gratuito e che prenda le distanze da chi pensa di poter dare dell’idiota ad altri con una certa leggerezza…
In compenso, proprio in seguito a questo episodio, ho scoperto quanti sono i lettori attenti di Missioni Consolata! Scrivo con una certa frequenza anche altrove e non mi era mai capitato che tanta gente insospettabile venisse a chiedermi se sono io «quello che…». E quest’ampia diffusione fa piacere a tutti noi.

Signor Claudio, grazie dell’attaccamento a Missioni Consolata, espresso dal finale «tutti noi», che la rende in un certo senso parte della nostra «famiglia». Grazie anche della sua garbatissima protesta. Soprattutto, apprezziamo che lei non dia ad alcuno dell’«idiota» con leggerezza e gratuità.

Claudio Belloni