DAL 1899 L’UMANITÀ IN PRIMA PAGINA

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Perché siamo così

Egregio direttore,
le sarò grato se tenterà di rispondere a questa domanda: perché il Creatore dell’uomo, fatto a sua immagine e somiglianza e il cui corpo è tempio dello Spirito Santo, lo ha costretto a non assimilare completamente i liquidi e i solidi di cui deve nutrirsi, e, peggio, lo ha costretto alla fastidiosa umiliazione di subire l’ultima fase della digestione e di espellere sostanze repellenti?
Anche Gesù Cristo, risorto col suo corpo (benché trasfigurato), e la Madonna, trasferita col corpo in una condizione esistenziale superiore, hanno avuto bisogno di nutrirsi: quindi hanno subìto la conseguenza dell’ultima fase della digestione?
Gesù, per dimostrare ai discepoli che era veramente risorto col corpo e non era un fantasma, chiese loro qualcosa da mangiare e mangiò realisticamente uno o più pesci. Pertanto si sottopose, pur avendo un corpo trasfigurato, alla dura legge del metabolismo chimico, fisiologico e alle fasi finali della digestione.
O è tutto un mistero? Così come la forma e l’essenza della risurrezione del nostro corpo?

Lettera anomala, sotto alcuni aspetti… La risurrezione dai morti è «soprattutto» un mistero, un mistero da credere, ma anche da «aspettare», secondo il nostro credo.
Perché Dio ci abbia creati «così» è pure un mistero, anche oscuro. Forse, per renderlo più «chiaro», il filosofo-teologo Karl Barth ha suggerito di mutare il famoso cogito ergo sum di René Descartes in «cogitor» ergo sum. Cioè: esisto, perché sono pensato, sono amato (da Dio).

Aaldo Simonetta