DAL 1899 L’UMANITÀ IN PRIMA PAGINA

Attenti alla storia

Egregio direttore,
ho letto su Missioni Consolata di settembre la risposta del giornalista Chiesa alle critiche di alcuni lettori. Permetta qualche considerazione.
La risposta di Chiesa è assolutamente inadeguata. Egli lamenta il tono aggressivo di qualche intervento (e può essere giusto), ma il Chiesa non si rende conto di quanto aveva scritto (MC, gennaio ’03): affermazioni non comprovate da alcun dato, contrarie alla verità, insinuazioni gratuite. A quella lettura, anch’io mi sentii indignato.
Il Chiesa accusa gli altri di luoghi comuni; ma egli fa lo stesso: i suoi due scritti sono infarciti di espressioni di critica verso gli Stati Uniti, i suoi presidenti e di simpatia per l’Urss.
Chiesa, nonostante le contestazioni (anche serene) di molti lettori con nomi, date, riferimenti a fatti storici incontestabili, non avanza correzioni, ammissione di errore di valutazione e nessuna revisione. Si aggrappa a qualche frase ritenuta eccessiva e ignora totalmente il resto. Una scappatornia per far credere che ha sempre ragione. Ma così non è.
Egli cita a memoria se stesso e sbaglia. Scrive infatti: «L’altra cosa che, a quanto pare, ha molto indignato è la semplice constatazione che a vincere il nazismo è stata una coalizione di cui fecero parte Francia, Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti».
Ora nel suo primo articolo non c’è traccia di una simile affermazione. Se egli avesse scritto quelle parole, nessuno si sarebbe indignato. Egli scrisse allora che «… la vittoria contro il nazismo fu ottenuta con il contributo assolutamente essenziale dell’Unione Sovietica, mentre gli Stati Uniti arrivarono dopo, con ritardo (c’è chi pensa che sia stato un ritardo molto grave), a prendersi una parte del merito…».
Francia e Gran Bretagna, che per prime sono entrate in guerra in difesa della Polonia contro l’aggressione nazista, non sono ricordate. Tralasciando quelli più piccoli, che pure hanno fatto la loro parte con gravi sofferenze, due stati (Francia e Gran Bretagna) sono ignorati, uno (Stati Uniti) è arrivato in ritardo. Quindi il merito della vittoria è dell’Urss!
E il Chiesa si stupisce se a qualcuno è scappata qualche parola di troppo! Egli invita ripetutamente gli altri a studiare la storia. Ma lui l’ha studiata?
Il ricordo di quegli avvenimenti mi induce a chiedere a Chiesa se ha mai riflettuto sul comportamento dell’Unione Sovietica (Stalin) nel primo periodo di guerra. La preoccupazione primaria è stata lo spostamento dei confini verso Ovest; occupa successivamente oltre un terzo della Polonia (in base al lugubre trattato Hitler-Stalin), Lituania, Lettonia, Estonia e parte della Finlandia con l’importante porto di Murmansck, poi trasformato in base militare. Questa è storia.
L’Unione Sovietica, trascinata in guerra dal proditorio attacco di Hitler, per ricacciare l’invasore, ha combattuto poi sanguinose battaglie, che hanno richiesto enormi sacrifici, dando un contributo altissimo alla vittoria finale sul nazismo. Anche questa è storia e sarebbe ignobile non riconoscerlo.
Contemporaneamente non possiamo dimenticare gli Stati Uniti che, pur non immuni in altri campi da atteggiamenti discutibili o anche inaccettabili, hanno combattuto, pressoché da soli, contro il Giappone, membro del Tripartito, hanno partecipato alla creazione del fronte Sud (Africa, Italia) e hanno contribuito in modo essenziale allo sbarco in Normandia con abbondanza di uomini e mezzi. Pure questa è storia.
Mi auguro che Missioni Consolata, che entra in casa mia da 40 anni, continui a pubblicare scritti sereni, anche vivaci e battaglieri, ma rispettosi della verità, aperti alla conoscenza dell’ampio mondo missionario, ispirati alla dottrina sociale della chiesa, lontani da cattedre o scranni preferenziali che mal si accordano, all’occorrenza, con la virtù dell’umiltà.

Giulietto Chiesa ha suscitato reazioni favorevoli e contrarie, e tutte partendo dalla storia. Ciò significa che i fatti o non sono interamente conosciuti o sono selezionati…
Siamo grati al signor Azeglio per il suo contributo sereno, vivace, rispettoso.

Azeglio Collini