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Il berlusconismo

Gentile direttore,
in famiglia siamo, da tre generazioni, vicini ai missionari della Consolata e leggiamo con interesse il vostro mensile.
Su Missioni Consolata di settembre è apparso un articolo di Antonio Nanni, che, se come proposta generale è condivisibile, su due punti ci ha sconcertati: la definizione di berlusconismo e la proposta di distruggere per edificare.
Usando la definizione dispregiativa di berlusconismo, si semina odio e, con l’incitamento alla distruzione per edificare, si semina violenza. Certamente non è questo che si vuole.
Ci sembra che parlare di berlusconismo, come se fosse comunismo, nazismo o altri «ismi», sia per lo meno subdolo. Infatti non esiste il berlusconismo, anche perché non ha storia. Inoltre sappiamo che in democrazia non si potrà mai arrivare a provocare i disastri degli «ismi» paventati.
Relativamente all’idea di distruggere per edificare, ci sembra, oltre che utopistica, molto pericolosa; lo ricorda anche la parabola della zizzania. Tanti esempi della storia potrebbero essere menzionati.
Non ci aspettiamo una risposta né pubblica né privata. La nostra obiezione desidera solo contribuire ad una riflessione sul modo di concepire l’impegno cristiano, senza indugi, ma sempre e solo con la cultura dell’amore.
Lettera firmata
Saronno (VA)

Grazie del prezioso stimolo alla riflessione.
Antonio Nanni, autore di tanti libri sull’educazione alla mondialità, sollecita a cogliere le differenze tra la dottrina sociale della chiesa e il «berlusconismo».
Il berlusconismo esiste? Sì se, abbracciando il neoliberismo, la politica diventa un’azienda che persegue ad ogni costo il profitto e il potere; esiste, se «più mercato» (a scapito dello stato) comporta ricchezza per pochi e miseria per tanti. Per non parlare dei disastri ecologici…
«Distruggere per edificare». L’espressione è di sapore biblico (cfr. Qo 3, 3). Per Nanni, che professa la non-violenza, «distruggere» comporta un processo conoscitivo diverso: mette in guardia dall’opinione dominante, dall’esaltazione delle conquiste dell’attuale economia imperante, perché… ci fanno pensare e credere quello che vogliono.
Certamente la democrazia si tutela con la democrazia, cioè il potere «del» e «con» il popolo «per» il popolo. Il moderatismo (da non confondere con moderazione) finisce per fare il gioco del più forte.

Lettera firmata