DAL 1899 L’UMANITÀ IN PRIMA PAGINA

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Finalmente una “shara”

Cari missionari,
ho trovato molto interessante, su Missioni Consolata di giugno, la lettera della signora Shara Bocchetta di Melfi (PZ). L’interesse deriva dal fatto che ho riscontrato delle eloquenti somiglianze tra l’esistenza della signora e la mia.
Shara scrive: «Nel 1942-43 mio fratello partì a 17 anni per la guerra». Anche mio fratello maggiore nel 1944, a 18 anni, partì per la guerra; però combatté sul fronte opposto…
Poi scrive: «Finita la guerra, cadde in un esaurimento nervoso. Venne ricoverato nella casa di cura di Collegno (TO)». Dopo la guerra, anch’io ebbi un esaurimento nervoso, ma fui ricoverata in un centro di Londra. Però oggi abito a Collegno, non lontano dalla ricordata casa di cura.
Leggo ancora: «La madre partì per Collegno… si fermò in una bellissima cappella, chiese conforto alla Madonna… Quella Madonna era la Consolata». Ebbene, anche la mia parrocchia è dedicata alla Consolata. Oltre alla modea chiesa, c’è una bella cappella, dedicata a sant’Elisabetta, che fu la prima sede parrocchiale. Questa chiesetta fa parte del «villaggio Leumann» e fu costruita dall’imprenditore svizzero Napoleone Leumann. Ogni domenica vi partecipo alla messa: mi attira molto perché Leumann era un cristiano protestante, come me.
Però l’importante non è l’essere tutti sulla stessa strada, cristiani e credenti in altre religioni; l’importante è che le strade, anche partendo da punti diversi, siano «buone», che portino alla stessa meta, cioè a nostro Signore Gesù: qui sulla terra o nell’eternità. Ma forse il fatto ancora più importante non è la «strada buona» (ogni via può essere tale), quanto il verificare se stiamo andando «avanti» o «indietro» su quella strada.
Un’altra cosa strana è che la mia prima nipotina fu chiamata Shara, un nome assai raro per la sua ortografia (in inglese è Sarah e in italiano Sara). Dopo sette anni di ricerca, ho finalmente trovato nella signora Bocchetta un’altra «Shara». Mi auguro che possa leggere questa lettera, con i miei saluti.
Divisi e su fronti opposti in guerra e in chiesa, troviamo però l’unità in Colui che sa e può tutto, tramite una bimba di sette anni.
Sheila Warren
Leumann (TO)

La signora Sheila è una cara amica. Alcuni missionari della Consolata le devono riconoscenza, quale loro insegnante d’inglese.

Sheila Warren