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Musulmani in Italia

Questo è il titolo dell’interessante video curato e prodotto dal Centro diocesano torinese di studi arabi e dalla Nova-T. Il lavoro è stato presentato l’8 aprile scorso dallo scrittore e giornalista Furio Colombo.
La presenza di cittadini provenienti da paesi musulmani è sempre più visibile, in tutta la penisola italiana, sia attraverso moschee, negozi e ristoranti etnici, centri culturali, ecc., sia negli ospedali, scuole, mense pubbliche, fabbriche, mezzi di informazione, che devono ormai fare i conti con festività religiose e altri aspetti della cultura islamica.
In che misura è dunque possibile convivere – si chiedono gli autori del video – con l’islam e con i valori di cui è portatore? E ancora: islam e Occidente potranno mai trovare una via di comunicazione non conflittuale?
«L’Italia, a differenza degli Stati Uniti, è poco preparata ad accogliere cittadini di altre culture – ha affermato Furio Colombo –. Noi non possediamo la coscienza dell’appartenenza politica e culturale alla nazione di cui siamo cittadini. Il rispetto dei principi costituzionali non è così sentito come negli Usa, dove, proprio a causa di questa forte identità nazionale, è stato possibile formare, con tutti i pregi e i difetti, una società veramente multietnica. In Italia si fa fatica ad accettare la diversità, proprio perché manca questo senso di identità. D’altronde, negli Stati Uniti, nessun Bouriqui Bouchta (il responsabile della Moschea di Porta Palazzo, ndr) potrebbe azzardarsi ad affermare, come ha invece fatto durante l’intervista registrata nel video, che la scuola italiana, laica, dovrebbe insegnare ai suoi figli il corano e che il musulmano, che vive in Italia, non possa accettare un ambiente anti-islamico».
Il video, curato da Tino Negri (del Centro Peirone) e da Sante Altizio (della Nova-T), si compone di due parti: la prima, di contenuto generale, introduce alla religione e alla cultura islamica; la seconda, attraversa alcune città italiane alla scoperta delle numerose comunità islamiche presenti.
Nel corso dell’opera, gli autori si interrogano su questioni di estrema importanza per gli attuali rapporti tra le varie comunità islamiche e lo Stato: «Perché molti cittadini di fede islamica residenti in occidente, rifiutano l’integrazione? Perché in alcuni paesi islamici sono vietati i culti di altre religioni? Perché non è possibile trovare un interlocutore riconosciuto da tutte le comunità musulmane italiane?».
Angela Lano

Per ulteriori informazioni:
«Nova-T»
Produzioni televisive dei Frati Cappuccini
via F. Bocca, 15 – Torino
tel. 011-8987098;
«Centro di studi arabi “Federico Peirone”»
via Barbaroux, 30 – Torino
tel. 011-5612261

Angela Lano